Giappone: ratificato il Regional Comprehensive Economic Partnership per un’alleanza del sud-est asiatico

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Anche il Giappone ha ratificato il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), alleanza commerciale approvata a novembre 2020 dopo quasi dieci anni di trattative tra i dieci membri dell’ASEAN (Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Birmania, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam), oltre a Cina, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e, appunto, Giappone.

Data la partecipazione dei maggiori Paesi in via di sviluppo (i quali comprendono circa il 30% del PIL e della popolazione mondiale) il RCEP è destinato a diventare il più grande accordo di libero scambio al mondo.

Inoltre, l’accordo è il primo in assoluto a prevedere un partenariato economico che coinvolge Giappone, Cina e Corea del Sud, con una previsione di un aumento del prodotto interno lordo (PIL) del Giappone pari al 2,7%.

L’approvazione da parte della potenza del Sol Levante rappresenta un passaggio fondamentale nell’implementazione del RCEP, trattandosi della più grande economia a far parte dell’accordo, insieme alla Cina.

Insieme alla recente ratifica di Singapore e Cina, la ratifica da parte del Giappone segna un ulteriore passo verso il completamento della procedura, che porterà alla definitiva entrata in vigore del RCEP il 1° gennaio 2022.

In questo modo, si avrà una progressiva eliminazione dei dazi per il 65% delle merci importate ed esportate all’interno della regione (l’intenzione è di ridurre del 90% le tariffe doganali tra Paesi membri nell’arco di 20 anni), oltre alla previsione di una disciplina unitaria all’interno dei Paesi membri per quanto riguarda importanti settori (tra cui il commercio internazionale) e il superamento dei limiti imposti agli accordi di libero scambio bilaterali già esistenti tra Paesi dell’area.

Si pensi, ad esempio, alle “regole di origine”, in base alle quali un prodotto realizzato in un determinato Paese dell’ASEAN che contiene parti di altro Paese non ASEAN potrebbe essere soggetto a dazi aggiuntivi. In altre parole, con il RCEP un produttore di un Paese firmatario può commerciare liberamente con tutti gli altri Paesi dell’accordo.

In termini pratici, per le imprese italiane ed europee in generale, tale accordo rappresenta un’ottima occasione per implementare gli scambi, dato il crescente trend delle esportazioni di prodotti europei verso molti dei Paesi RCEP, sia mediante la distribuzione dei propri prodotti e servizi dall’Italia verso il Giappone sia operando direttamente in loco (ad esempio mediante sede secondaria o società controllata) sfruttando quindi i benefici portati dall’interscambio tra il Giappone e gli altri Paesi partecipanti.

Con particolare riguardo al Giappone, basti pensare all’accordo di partenariato concluso con l’Ue a dicembre 2019, istitutivo di un’importante partnership sia sul fronte della cooperazione internazionale, che su quello economico.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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