Guerra russo-ucraina: sanction clause nei futuri contratti

di Marcello Mantelli, Avvocato in Milano

La guerra tra Russia e Ucraina prosegue e blocca o rallenta i flussi commerciali con interruzione della supply chain internazionale. Le imprese possono prevenire o perlomeno limitare i rischi di richieste di risarcimento danni per inadempimento contrattuale, ad esempio per mancata o ritardata consegna della merce ponendo la giusta attenzione alle clausole del contratto internazionale.  


Clausole di forza maggiore e hardship in caso di guerra

Sotto questo profilo, da un punto di vista di prevenzione generale occorre prestare particolare attenzione alle clausole sulla forza maggiore e sulla c.d. hardship clause o eccessiva onerosità sopravvenuta, oltre che alla legge applicabile al contratto.


Guerra e misure restrittive al commercio internazionale

La Commissione Ue ha recentemente indicato mediante avviso 2022/ C 145 l/01 agli operatori economici in rapporti con Paesi sospetti di inserire nei futuri contratti una c.d. “sanction clause per evitare che le sanzioni in ambito import-export adottate dall’Ue nei confronti della Federazione russa e della Repubblica di Bielorussia siano evitate o aggirate dagli operatori commerciali.  


Sanction clause

Le sanzioni sono misure restrittive che possono rendere l’esecuzione del contratto internazionale impossibile o comunque renderla più onerosa. La sanction clause è una clausola contrattuale che regola in modo più specifico rispetto alla clausola di forza maggiore – e comunque la integra quanto alla impossibilità scusabile di eseguire la prestazione – la sorte dell’impegno contrattuale in caso di sanzioni. 
 

Nella redazione di una sanction clause, si consiglia di fare riferimento a una definizione ampia per quanto concerne le misure restrittive disposte in correlazione alla crisi russo-ucraina o per altre situazioni similari. Queste potrebbero, infatti, non solo provenire da autorità competenti differenti, ma potrebbero avere anche diverso oggetto.  


Appare inoltre necessario valutare caso e circostanze in relazione alla tipologia contrattuale (vendita, distribuzione, appalto ecc), durata, valore del contratto, rapporti con eventuali enti controllati o controllanti della controparte, la qualifica dei soci ed amministratori, le condizioni e le modalità di pagamento.  


È poi fortemente consigliato esaminare il potenziale impatto delle misure restrittive adottate sul contenuto contrattuale e di conseguenza specificare nella sanction clause tutti quelli di interesse, in modo da rendere certi i presupposti per l’attivazione dei rimedi contrattuali e del conseguente esonero dall’obbligo di adempiere alle obbligazioni contrattuali, nonché da qualsiasi responsabilità per danni o altro rimedio contrattuale per inadempimento.  


Rimedi contrattuali

Ferma una valutazione caso per caso sulla convenienza commerciale delle scelte da operare nel contratto, in linea di massima la sanction clause dovrebbe comportare la sospensione degli obblighi contrattuali per un certo periodo (ragionevole) di tempo, oltre il quale il contratto, se non rinegoziato, nel rispetto delle misure restrittive, si risolverà oppure , quale ipotesi più probabile nelle circostanze attuali la risoluzione del contratto. E ciò senza responsabilità né risarcimento danni in favore del partner contrattuale. 

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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