“Hard Brexit”: quali conseguenze per le imprese italiane che esportano nel Regno Unito?

Come noto, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, cosiddetta #Brexit, segnerà la fine dell’adesione dei Paesi britannici all’UE e alle sue leggi.

Tuttavia, l’esito dei lunghi negoziati degli ultimi mesi e i recenti sviluppi della situazione politica inglese non consentono ad oggi di scongiurare del tutto la possibilità che l’uscita, fissata da ultimo per il prossimo 31 ottobre 2019, avvenga senza un accordo con l’UE – #nodeal – circa gli effetti di tale evento.

Per le imprese che intrattengono rapporti commerciali con il Regno Unito, sulla base di contratti internazionali stipulati con controparti britanniche, si segnalano, tra le altre, importanti conseguenze per quanto concerne aspetti doganali, fiscali, di etichettatura dei prodotti, di tutela della proprietà intellettuale, di concorrenza, di trasporto e di tariffe.

Con lo scopo di fornire assistenza alle imprese italiane che si preparano a gestire le conseguenze della #Brexit, dal 15 aprile 2019, è attivo presso l’Ufficio ICE di Londra uno sportello che opera in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Londra e in raccordo con la Task Force istituita presso il Ministero dello Sviluppo Economico e Agenzia delle Dogane.

È bene poi tenere in considerazione che, in caso di mancato accordo, il diritto dell’UE in materia di giustizia civile e nel settore del diritto internazionale privato non si applicherà più al Regno Unito dalla data di recesso dall’UE, con immediate conseguenze in tema di competenza giurisdizionale, di riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia civile e di procedimenti civili europei (ad es. il cosiddetto #decretoingiuntivoeuropeo).

Quali saranno quindi le misure che continueranno ad applicarsi nonostante la Brexit? Quali gli strumenti di diritto internazionale che diventeranno applicabili ai rapporti tra imprese italiane ed imprese facenti parte del Regno Unito? Quali i settori che, per effetto della Brexit, cesseranno di essere regolati da norme internazionalmente uniformi? Quali le leggi nazionali applicabili? Quali gli effetti di una #hardBrexit sui procedimenti pendenti?

In attesa di poter contare su soluzioni certe a tali questioni, le imprese che intendono conservare e rafforzare la propria presenza sui mercati britannici, senza perdere la propria competitività, dovranno riesaminare con attenzione ed eventualmente regolare i rapporti in corso così come, a maggior ragione, disciplinare i rapporti futuri sulla base di #contrattiinternazionali chiari e completi.

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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