I dazi di The Donald al via venerdì 18 ottobre. Sotto la lente di ingrandimento le conseguenze per l’agribusiness Made in Italy

Ormai è ufficiale. A mezzanotte e un minuto di venerdì 18 ottobre scatteranno i dazi dell’Amministrazione Trump per un valore di 7,5 miliardi di dollari a danno delle esportazioni UE. La black list definitiva dei prodotti europei è stata pubblicata sul Federal Register, la “Gazzetta ufficiale” del Governo americano; tuttavia la lista potrebbe cambiare se gli Usa si avvarranno della cd “regola del carosello” che permette di modificarla dopo i primi 120 giorni e poi ogni 180 giorni.

L’amministrazione americana ha fatto ricorso ad una imposizione tariffaria fortemente differenziata ed articolata sia dal punto di vista dei prodotti che dei Paesi. Ciò rappresenta una potenziale minaccia per gli equilibri competitivi dei Paesi Membri ed alimenta i dubbi di coloro che credono che la strategia di The Donald sia ispirata dall’antica locuzione latina del divide et impera.

Ad esempio, verranno colpite circa il 70% delle esportazioni di formaggio italiano, mentre la Francia ne risulterà completamente esente. Al contrario, nel caso delle bevande alcoliche, le esportazioni italiane di vino sono state esentate, mentre la copertura tariffaria dell’export del vino francese è pari a circa il 90%.

Prendendo in esame l’Italia le tariffe sono da ricondursi quasi interamente all’export agroalimentare: i tipici prodotti Made in Italy come Parmigiano Reggiano e altri formaggi, salumi e liquori saranno colpiti da aumenti del 25% con un danno stimato di circa 500 milioni. Inoltre, i prezzi maggiorati di tali prodotti rischiano di indurre i consumatori americani ad acquistare le loro imitazioni, alimentando il fenomeno dell’#ItalianSounding.

Possono invece esultare gli esportatori italiani di olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro, pasta, vino, prosciutti di parma san daniele e mozzarella di bufala campana, allo stato non presenti sulla black list di The Donald.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

#AgriFood  #AgriBusiness  #FoodItaly  #MadeInItaly  #ItalianSounding #CommercioInternazionale  #TheDonaldDuties

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un’email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell’evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Alfredo Recine

ho ordinato e, pagato con carta prepagata poste pay anticipatamente x un prodotto per capelli. Purtroppo non ho mai ricevuto il prodotto ordinato e, nonostante solleciti di ricevere notizie in merito, non ho avuto risposte. Vedo con tristezza che questa ditta continua ancora a proporre su facebook. Non è la modesta cifra spesa che mi preme recuperare ma, vorrei almeno che questi truffatori vengano bloccati, almeno impedendo loro di continuare a truffare gente fiduciosa. Cosa si può fare x cercare di contrastare questo schifo? Grazie!

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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