Il cliente non paga. Ma quanto dura una causa all’estero?!

Potrebbe apparire quasi uno spreco di tempo e di risorse valutare preliminarmente quali siano i tempi di giustizia del Paese nel quale si venderà la propria merce. Tuttavia, in un’ottica di tutela del credito, è essenziale sapere in quali tempi verrà decisa un’eventuale controversia internazionale instaurata davanti al giudice del Pese della controparte.

Nel caso un compratore estero denunci al venditore italiano, ad esempio, difetti di conformità del vino ricevuto in realtà insussistenti, e sospenda i pagamenti dovuti, la velocità di risoluzione della controversia costituirà un fattore chiave per il recupero del credito commerciale e, più in generale, per la tutela dell’impresa venditrice.

Va infatti tenuto conto che le tempistiche di svolgimento di un processo civile variano da Paese a Paese: in Europa, Asia e Stati Uniti la media si attesta sui 500 giorni, in alcuni Paesi del Medio Oriente o dell’Africa i tempi di giustizia superano i 600 giorni, mentre in America Latina ottenere una sentenza di condanna davanti ad una corte nazionale potrebbe richiedere anche 1000 giorni.

Come proteggersi quindi da tempi di giustizia eccessivamente lunghi?Se si intendono realmente proteggere i propri crediti commerciali, la scelta – da prevedere nel contratto di vendita – riguardo al mezzo di pagamento e al soggetto terzo scelto per risolvere la controversia, dovrà assolutamente tenere conto dei tempi di giustizia del sistema giudiziario a cui appartiene il giudice o arbitro competente scelto dalle parti.

Anche qualora il pagamento della merce avvenga prima della consegna o il pagamento sia stato pattuito mediante credito documentario o mediante bonifico bancario assistito da garanzia bancaria a prima richiesta, valutare questo aspetto sarà estremamente importante in caso di lite per ritardata consegna o mancanza di conformità della merce.

Inoltre sarà bene verificare anche il sistema giuridico al quale appartiene la controparte (di civil law, common law o di diritto islamico) e i riflessi che ciò può comportare per quanto riguarda le modalità di stesura del contratto di vendita internazionale, il dialogo con gli avvocati locali ed i relativi costi, oltre che per quanto concerne la gestione di una eventuale controversia.

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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