Il driver di crescita delle imprese di successo è l’internazionalizzazione

Commercio globale e internazionalizzazione rappresentano l’obiettivo principale delle imprese italiane. Infatti, come riportato di recente dal Sole24ore, l’86% delle imprese italiane punta a crescere all’estero per sviluppare i propri volumi d’affari. E ciò nonostante la generale congiuntura globale negativa costituita dai dazi di Trump, la Brexit e le diffuse incertezze politiche a livello locale e globale.

Ma internazionalizzazione non significa solo export inteso come vendita di un prodotto nazionale all’estero, come siamo abituati a pensare.

Infatti, sebbene l’export italiano stia confermando un trend eccellente di crescita “sale del 7% ed è in crescita dal 2015” ha dichiarato l’ad di Sace, Alessandro Decio, esistono altre strategiche opportunità di internazionalizzare la propria impresa.

Si pensi ad esempio alla stipula di accordi commerciali, ma anche agli investimenti diretti tramite la costituzione di società all’estero o l’acquisizione di partnership nel Paese target o alla costituzione di joint ventures strategiche.

A tal fine le aziende dovranno generare competenze specifiche per individuare il Paese target, capirne il mercato e le leggi che lo regolano, aprirsi culturalmente per dialogare e negoziare con partner di diversa cultura, fare rete massimizzando opportunità di networking e business matching con aziende ispirate dagli stessi principi e valori.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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