Insolvenza transfrontaliera nell’Unione Europea

La Corte di Cassazione sulla competenza a dichiarare l’insolvenza di un’impresa operante in ordinamenti diversi

Luca Davini 
Avvocato in Milano e Torino 

Con sentenza 20 aprile 2021, n. 10356, la Corte di Cassazione è intervenuta sull’annosa questione relativa alla competenza giurisdizionale a dichiarare l’insolvenza di un’impresa operante in ordinamenti diversi. 

Tramite la pronuncia in esame, la Corte ha stabilito che tale competenza a dichiarare l’insolvenza spetta al giudice dello Stato membro Ue in cui sia stabilito il centro degli interessi principali dell’impresa (c.d. centre of main interestso COMI). 

In questo senso, secondo quanto previsto dal Regolamento Ue n. 848/2015 relativo alle procedure di insolvenza, il COMI viene fatto coincidere con la sede legale dell’impresa, a patto che tale sede legale non sia stata soggetta a trasferimento in altro Stato nei tre mesi che precedono la domanda di apertura della procedura di insolvenza (in quanto in tal caso si avrebbe un trasferimento fittizio). 

Il caso in esame riguarda una sentenza emessa ad agosto 2018 dal Tribunale di Velletri, mediante la quale veniva dichiarato il fallimento di una società, la quale tuttavia proponeva reclamo avverso la pronuncia sulla base del fatto che la competenza – a detta della società – non spettava al giudice italiano, ma al giudice inglese in quanto la sede statutaria era stata spostata a Londra. 

In appello, la Corte ha confermato la pronuncia di primo grado, respingendo quindi il reclamo presentato dalla società e rinvenendo inoltre il carattere fittizio del trasferimento della sede operativa a Londra, in quanto derivante da una situazione concreta sensibilmente diversa e non coincidente con le informazioni riportate sul registro delle imprese. 

Giunta la questione in Cassazione, la Suprema Corte ha dapprima chiarito che al caso in esame si applica la disciplina di cui al Regolamento n. 848/2015. In secondo luogo, nel rispetto delle previsioni di detto Regolamento, la Corte ha sottolineato come, fino a prova contraria, vale la presunzione di coincidenza del COMI con la sede legale della società. 

A questo punto la Corte – richiamando la normativa europea in materia di trasferimento della sede legale nel c.d. “periodo sospetto” – ha chiarito che tale trasferimento è efficace (e, di conseguenza, si avrebbe competenza del giudice dello Stato in cui la sede è stata trasferita) a patto che non venga effettuato nei tre mesi antecedenti la domanda di apertura della procedura di insolvenza

Nel caso di specie, sebbene l’impresa avesse effettuato tale trasferimento prima dei tre mesi, la Suprema Corte – al pari di quanto affermato dalla Corte d’Appello – ha riconosciuto il carattere fittizio del trasferimento, in quanto non veniva svolta nella nuova sede alcuna attività economica, né vi era stato spostato il centro dell’attività direttiva, amministrativa e organizzativa dell’impresa. 

Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo la competenza del giudice italiano e sancendo il principio generale in base al quale la competenza a dichiarare l’insolvenza di una società spetta al giudice dello Stato in cui tale società abbia il proprio COMI (ossia la propria sede legale), a condizione che tale sede non risulti da un trasferimento fittizio operato dalla società. 

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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