Investimenti internazionali in Indonesia: opportunità e sfide per l’export italiano

Con una crescita stabile del PIL intorno al 5-6%, l’Indonesia rappresenta la più grande economia del Sud-Est Asiatico, nonché la decima economia più grande al mondo. Tale successo deriva soprattutto dall’incremento degli scambi commerciali con gli Stati esteri, tra cui l’Italia.

L’Italia è infatti il terzo partner commerciale UE dell’Indonesia, Paese fortemente interessato al Made in Italy di qualità per quanto riguarda i settori relativi a dispositivi mediciediliziabeni di lusso ed energia elettrica e gas, ma anche attivo nell’export nel nostro Paese di prodotti quali frutta tropicale, oli vegetali, prodotti di cosmetica e macchinari elettrici.   

Gli scambi tra Unione Europea ed Indonesia hanno fruttato, nel 2019, 23.8 miliardi di euro di ricavi, destinati ad aumentare anche grazie alla conclusione di due accordi internazionali ora in fase di negoziazione: il Regional Comprehensive Economic Partnership (accordo commerciale tra 15 Paesi asiatici) e l’Indonesia-EU Comprehensive Economic Partnership Agreement

In particolare, l’accordo Indonesia-UE si concentra su importanti temi, quali la rimozione dei dazi, la promozione del flusso di investimenti, la protezione della proprietà intellettuale e il rafforzamento della cooperazione internazionale

Nel concludere contratti commerciali con un partner indonesiano, è tuttavia opportuno tenere a mente alcuni aspetti rilevanti: 

1- l’Indonesia non ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sulla vendita internazionale di merci (Vienna, 1980, la “Convenzione”). Ne consegue che, qualora si voglia predisporre l’applicazione della Convenzione ai contratti di vendita tra un esportatore italiano e un partner indonesiano, il consiglio pratico è quello di prevedere all’interno del contratto una clausola specifica di scelta della Convenzione e della legge italiana (per quanto non regolato dalla predetta Convenzione); 

2- nel caso di rapporti di agenzia o distribuzione, va considerato inoltre che in Indonesia vi è l’obbligo per gli operatori esteri di nominare un agente/distributore locale al fine di commerciare le merci in Indonesia. Inoltre, il contratto di agenzia/distribuzione deve essere autenticato nel Paese d’origine del preponente (Italia) e legalizzato da un addetto commerciale indonesiano (o da un rappresentante autorizzato dell’ambasciata indonesiana avente sede in Italia). 

Il consiglio pratico è dunque quello di valutare attentamente i rischi e i benefici per accedere al mercato indonesiano, conducendo un’attenta analisi del caso specifico e disciplinando nel dettaglio la relazione commerciale tramite condizioni chiare in cui siano bene indicati, tra gli altri elementi, la disciplina e la legge applicabile, nonché gli obblighi specifici in capo alle parti. 

Marcello Mantelli 
Avvocato in Milano e Torino 

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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