Investire in Cina: nuove opportunità per gli stranieri

In un anno di profondi cambiamenti dovuti al Covid-19, anche la Cina è stata al centro dei riflettori per una serie di riforme che hanno rivoluzionato il sistema cinese (si pensi al nuovo codice civile). Tra le altre misure, il 23 giugno 2020 la Commissione Nazionale sullo Sviluppo e le Riforme e il Ministero del Commercio della Repubblica popolare cinese hanno promulgato le Misure amministrative speciali per l’accesso degli investimenti stranieri.

In via del tutto innovativa, nell’edizione 2020 la Cina ha ridotto sensibilmente i settori soggetti a limitazioni per gli investimenti stranieri, ampliando così l’opportunità per investimenti esteri (si pensi che, nel 2018, i settori soggetti a limitazione erano 48, mentre nella lista 2020 se ne prevedono 32).

Oltre alla sensibile riduzione delle limitazioni, altro aspetto importante riguarda la previsione specifica che sancisce l’assoluta uguaglianza di trattamento tra imprese a capitale cinese ed imprese a capitale straniero per quanto riguarda i settori non menzionati.

La lista si articola in 12 grandi settori: agricolo, minerario, manifatturiero, energia, commercio, logistica, informazioni e telecomunicazioni, servizi alle imprese, scienza e tecnologia, istruzione, sanità, cultura e tempo libero.

A titolo esemplificativo, le limitazioni imposte nel settore commerciale riguardano il divieto di partecipazione straniera nel commercio di tabacco e prodotti derivati, mentre per quanto riguarda la logistica, viene vietato l’investimento straniero nei servizi postali e di corriere, insieme alla gestione di torri di controllo. La partecipazione straniera non può superare il 25% nelle compagnie aeree, per le quali si richiede anche che il rappresentante legale sia cinese. Si richiede invece una partecipazione di controllo per il trasporto nautico interno e per la gestione di aeroporti civili.

L’investimento straniero viene poi limitato molto nel settore delle pubblicazioni internet e delle telecomunicazioni, mentre per quanto riguarda le ricerche di mercato, queste sono riservate alle joint venture e, se l’oggetto delle ricerche riguarda programmi radiotelevisivi, la parte cinese dovrà avere una partecipazione di controllo. Inoltre, gli investimenti nel settore sanitario possono essere effettuati solo con un partner cinese.

Sebbene siano ancora molti i limiti posti dalla Cina agli investimenti esteri, si ritiene che i graduali passi in avanti e le progressive aperture incentiveranno ulteriormente gli investimenti stranieri. Tale aspetto, insieme alla recente conclusione dell’accordo tra Ue e Cina per tutelare 200 prodotti a indicazione geografica e alla firma del Regional Comprehensive Economic Partnership, permetterà alle imprese straniere – italiane ed europee – di implementare progressivamente gli scambi con la Cina, andando così a consolidare una relazione commerciale duratura.

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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