Investire in Cina: nuove opportunità per gli stranieri

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

In un anno di profondi cambiamenti dovuti al Covid-19, anche la Cina è stata al centro dei riflettori per una serie di riforme che hanno rivoluzionato il sistema cinese (si pensi al nuovo codice civile). Tra le altre misure, il 23 giugno 2020 la Commissione Nazionale sullo Sviluppo e le Riforme e il Ministero del Commercio della Repubblica popolare cinese hanno promulgato le Misure amministrative speciali per l’accesso degli investimenti stranieri.

In via del tutto innovativa, nell’edizione 2020 la Cina ha ridotto sensibilmente i settori soggetti a limitazioni per gli investimenti stranieri, ampliando così l’opportunità per investimenti esteri (si pensi che, nel 2018, i settori soggetti a limitazione erano 48, mentre nella lista 2020 se ne prevedono 32).

Oltre alla sensibile riduzione delle limitazioni, altro aspetto importante riguarda la previsione specifica che sancisce l’assoluta uguaglianza di trattamento tra imprese a capitale cinese ed imprese a capitale straniero per quanto riguarda i settori non menzionati.

La lista si articola in 12 grandi settori: agricolo, minerario, manifatturiero, energia, commercio, logistica, informazioni e telecomunicazioni, servizi alle imprese, scienza e tecnologia, istruzione, sanità, cultura e tempo libero.

A titolo esemplificativo, le limitazioni imposte nel settore commerciale riguardano il divieto di partecipazione straniera nel commercio di tabacco e prodotti derivati, mentre per quanto riguarda la logistica, viene vietato l’investimento straniero nei servizi postali e di corriere, insieme alla gestione di torri di controllo. La partecipazione straniera non può superare il 25% nelle compagnie aeree, per le quali si richiede anche che il rappresentante legale sia cinese. Si richiede invece una partecipazione di controllo per il trasporto nautico interno e per la gestione di aeroporti civili.

L’investimento straniero viene poi limitato molto nel settore delle pubblicazioni internet e delle telecomunicazioni, mentre per quanto riguarda le ricerche di mercato, queste sono riservate alle joint venture e, se l’oggetto delle ricerche riguarda programmi radiotelevisivi, la parte cinese dovrà avere una partecipazione di controllo. Inoltre, gli investimenti nel settore sanitario possono essere effettuati solo con un partner cinese.

Sebbene siano ancora molti i limiti posti dalla Cina agli investimenti esteri, si ritiene che i graduali passi in avanti e le progressive aperture incentiveranno ulteriormente gli investimenti stranieri. Tale aspetto, insieme alla recente conclusione dell’accordo tra Ue e Cina per tutelare 200 prodotti a indicazione geografica e alla firma del Regional Comprehensive Economic Partnership, permetterà alle imprese straniere – italiane ed europee – di implementare progressivamente gli scambi con la Cina, andando così a consolidare una relazione commerciale duratura.


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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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