Iran: le PMI italiane (ed europee) possono fare affari.

Non è un segreto che il ritiro degli Stati Uniti dal JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action) e le sanzioni adottate a partire dal 2018 dall’amministrazione Trump nei confronti dell’Iran abbiano sollevato diversi dubbi anche in ambito europeo circa l’effettiva possibilità di concludere affari in sicurezza con i partner iraniani senza incorrere nelle medesime sanzioni.

È per tale motivo che l’Unione Europea ha voluto fare chiarezza sull’argomento, ribadendo che l’Iran non è sottoposto ad alcun embargo Ue. Di conseguenza, l’Ue tiene fede al JCPOA e le transazioni commerciali tra società europee ed iraniane rimangono possibili ed anzi sono incentivate.

Proprio al fine di agevolare le PMI europee ed italiane interessate a fare affari con l’Iran, la Commissione europea ha lanciato un “Due Diligence Helpdesk” e un “Sanctions Tool”, due servizi per le imprese con lo scopo di incentivare i rapporti commerciali con lo stato iraniano.

Nello specifico, il “Due Diligence Helpdesk” ha l’obiettivo di fornire informazioni, nonché occasioni di dialogo tra le PMI europee ed iraniane, ma soprattutto ha lo scopo di effettuare la due diligence, ossia la verifica delle società iraniane con il fine di determinare se queste abbiano un qualche collegamento con soggetti inseriti in blacklist.

Tale aspetto risulta particolarmente rilevante per le PMI, le quali normalmente non dispongono di uffici legali al loro interno proprio per svolgere tale ruolo di due diligence.

Il “Sanctions Tool” poi consiste in un questionario interattivo avente lo scopo di fornire alle PMI europee una serie di informazioni per valutare se i progetti che si vogliono realizzare con le società iraniane potrebbero essere soggetti a sanzioni.

In tal modo, l’Unione europea prende posizione sulla questione Iran e fornisce validi strumenti alle PMI per operare con maggiore tranquillità e prevedibilità.

Con questo supporto dell’Unione, unito all’attenta predisposizione di contratti su misura che tengano conto degli obiettivi commerciali e delle particolarità del Paese, le PMI potranno quindi intraprendere e mantenere relazioni commerciali più sicure con partners iraniani.

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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