La nuova negoziazione assistita

Il 12 settembre 2014 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 12 settembre 2014, n. 132 “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”, nel quale rileva la previsione della conciliazione con l’assistenza degli avvocati, la c.d. negoziazione assistita (art. 2-11 D.L. n. 132/2014).

La finalità di tale istituto è risolvere in via bonaria una controversia civile. Si tratta pertanto di uno strumento di ADR, ossia di risoluzione alternativa delle controversie, categoria alla quale appartiene anche la mediazione, che si pone al di fuori del processo civile e dell’arbitrato.

La negoziazione assistita prevede la sottoscrizione da parte delle parti in lite della c.d. convenzione di negoziazione con la quale convengono di cooperare in buona fede per risolvere in maniera amichevole una controversia tramite l’assistenza degli avvocati.

La convenzione è conclusa per un periodo di tempo determinato delle parti non inferiore ad un mese.

Il legislatore ha previsto due fattispecie di negoziazione assistita obbligatoria. Essa consiste nell’obbligo di invitare, tramite avvocato, l’altra parte a stipulare una convenzione di negoziazione in caso di:

i) risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti; e

ii) domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non superiori a 50.000 €, con esclusione delle controversie assoggettate alla disciplina della mediazione obbligatoria ( diritti reali, condominio, locazione, comodato).

In questi due casi l’esperimento del procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. La condizione si considera avverata qualora i) l’invito non sia seguito da adesione;o ii) l’invito sia seguito  da un rifiuto entro trenta giorni dalla sua ricezione; iii) sia decorso il periodo di tempo di un mese. 

Resta ferma la facoltà delle parti di esperire la negoziazione assistita in tutti gli altri casi qualora esse lo ritengano opportuno, conservando pertanto piena autonomia di scelta dello strumento più adeguato.

Una volta raggiunto l’accordo, sottoscritto dalle parti e dai rispettivi legali, questo costituisce titolo esecutivo e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Si tratta quindi di una procedura “senza spese”, salvo i compensi agli avvocati. L’assenza dell’intervento di un terzo ha l’indubbio pregio di abbattere i costi rispetto alla mediazione, tenendo però presente che l’intervento del terzo quale facilitatore dell’accordo si rivela spesso decisivo.

La negoziazione assitita quale strumento  di ADR nel totale controllo delle parti quanto al possibile risultato raggiungibile a seguito dell’eventuale accordo negoziato, contribuisce ad eliminare l’incertezza del risultato della controversia, tipico del processo civile e dell’arbitrato, affidando la risoluzione ai rispettivi avvocati di fiducia debitamente istruiti.

Essa risulta quindi essenziale,se ben utilizzata, ai fini della deflazione del processo civile e alla rivitalizzazione del servizio giustizia andando infatti incontro alle esigenze di rapidità del mondo imprenditoriale.

Avv. Marcello Mantelli, Avv. Luca Davini e Dott.ssa Maria Sole Forno

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