La struttura degli Incoterms® e il loro impatto sul costo e sui rischi del trasporto: 4 regole d’oro per operare in sicurezza

Per evitare all’operatore economico che si avvicina all’utilizzo degli Incoterms® 2020 di compiere lo sforzo maggiore nel tentativo di memorizzare il contenuto di ciascun termine di resa, è consigliabile porre a confronto, seguendo la procedura messa a punto dalla ICC, le più importanti obbligazioni a carico del venditore con quelle a carico del compratore.

Lo scopo di questo confronto consiste nell’individuare, all’interno di ciascun termine di resa, quale sia la ripartizione tra le obbligazioni del venditore e quelle del compratore, provando a dare risposta a queste domande:
i) chi paga il trasporto principale?
ii) come e dove avviene la consegna della merce?
iii) dove e quando avviene il passaggio dei rischi?
iv) chi sostiene oneri e rischi legati a tutto il resto (quali ad esempio documenti doganali, controllo merce, imballaggio, marcatura)?

Per rispondere in maniera più agevole a queste sarà più utile suddividere gli Incoterms®, secondo il sistema tradizionale, nelle seguenti quattro grandi categorie:
– Termini E: Ex works (EXW) – Franco fabbrica
– Termini F: Free Carrier (FCA), Free Alongside Ship (FAS), Free On Board (FOB)
– Termini C: Cost and Freight (CFR), Cost Insurance and Freight (CIF), Carriage Paid To (CPT), Carriage and Insurance Paid to (CIP)
– Termini D: Delivery At Place (DAP), Delivery At Place Unloaded (DPU), Delivery Duty Paid (DDP).

Fatta questa distinzione, sarà più facile ricordare che a mano a mano che ci si sposta dal gruppo E fino al gruppo D aumentano gli obblighi e i rischi a carico del venditore, in particolare:

– il gruppo E prevede il minimo di obblighi per il venditore, consistente nel mettere la merce a disposizione del compratore nei propri locali senza caricamento a bordo, con costi di trasporto a carico del compratore e passaggio del rischio al momento della messa a disposizione della merce al compratore;

– il gruppo F prevede che il venditore adempia al proprio obbligo di consegna rimettendo la merce al trasportatore terrestre o marittimo che effettua il trasporto principale con costi di trasporto a carico del compratore e passaggio del rischio al momento della consegna della merce al trasportatore;

– il gruppo C prevede che sia il venditore ad occuparsi del trasporto principale fino ad un luogo convenuto, con costi a suo carico ma con trasferimento del rischio al compratore già con la consegna della merce al trasportatore;

– il gruppo D prevede il massimo di obblighi a carico del venditore, il quale assume i costi e i rischi fino al luogo di destinazione finale della merce.

Da un punto di vista operativo, per poter controllare gli effetti dei termini di resa Incoterms® e beneficiare dei vantaggi illustrati, l’esportatore italiano, da un punto di vista operativo dovrà quindi osservare le seguenti 4 regole d’oro:

1. verificare la propria conoscenza circa il contenuto e le regole espresse dagli Incoterms®, non solo con riferimento alle spese di trasporto, ma anche al luogo di consegna della merce;

2. esaminare se nei testi contrattuali adottati in azienda, con riferimento alla vendita internazionale ed in generale alla distribuzione internazionale dei propri prodotti, in mancanza di un corretto riferimento agli Incoterms®, vi siano norme certe relative al luogo di consegna della merce, ai costi e ai rischi del trasporto;

3. verificare l’opportunità di utilizzare i termini di resa Incoterms® con lo scopo di introdurre nel contratto di compravendita validi accordi circa il luogo di consegna della merce, anche ai fini della individuazione del foro competente, nel caso di insorgere di controversie;

4. salva diversa decisione ragionata, inserire l’Incoterms® prescelto all’interno del testo contrattuale e non, si badi bene, solo nelle fatture commerciali o nei documenti di trasporto.

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*