La successione internazionale della star francese Johnny Hallyday: il primo round è deciso da Instagram

La successione internazionale di Johnny Hallyday, cantante e attore francese, anche noto come l’Elvis Presley di Francia, deceduto in Francia il 5 dicembre 2017, si sta trasformando in una guerra giudiziaria tra eredi.

Da una parte i figli francesi avuti da due donne diverse. David Hallyday, cantante avuto dalla prima moglie, la cantante Sylvie Vartan e Laura Smet, attrice, nata dalla relazione con l’attrice Nathalie Baye.

Dall’altra parte la quinta ed ultima moglie Laeticia Boudou, sposata da 21 anni e con la quale aveva adottato due bambine, residenti in California.

Patrimonio? Almeno 100 milioni secondo le stime. Diritti d’autore, partecipazioni finanziarie ed immobili divisi tra Caraibi, California e Francia.

Nella sua pianificazione successoria Johnny ha redatto testamenti in Francia e testamenti all’estero, in Svizzera e California.

Proprio con l’ultimo testamento californiano del 2014, redatto secondo la legge della California, l’Elvis di Francia ha revocato tutte le precedenti disposizioni e attribuito tutto il patrimonio alla sua ultima moglie, la sig.ra Laeticia Boudou, unica beneficiaria di due trust

Contro tale atto di liberalità californiano David e Laura hanno instaurato una causa davanti al Tribunale francese di Nanterre per la violazione della quota di legittima prevista dalla legge francese (ed anche dal diritto italiano), ossia quella porzione di eredità che il testatore non può disporre essendo riservata dalla legge ai cd legittimari, id est eredi legati al de cuius da uno stretto rapporto di parentela o di coniugio.   

L’esistenza della quota di legittima dipende dalla legge del Paese (tendenzialmente i Paesi continentali la prevedono a differenza dei Paesi di common law in cui normalmente il testatore è libero di disporre dell’intero patrimonio) così come la sua misura varia da Paese a Paese il che rende il diritto ereditario internazionale una materia di estrema complessità.

Quale è la legge applicabile alla successione internazionale di Johnny Hallyday?

Nel diritto ereditario internazionale la legge applicabile alla successione è, in sintesi, quella del Paese in cui il de cuius aveva la residenza abituale al momento della morte come stabilito dal Regolamento UE n. 650/2012 entrato in vigore il 17 agosto 2015.

Semplificando, per la corretta individuazione della residenza abituale occorre svolgere una valutazione globale di tutte le circostanze di fatto, comprensive sia degli elementi oggettive (durata e regolarità del soggiorno in un determinato Paese) che soggettive (le condizioni e le ragioni del soggiorno) relative alla vita del de cuius fino ad individuare il centro di interessi familiari e sociali del defunto al momento del decesso.

Quando una persona abbia lavorato e avuto famiglie in due diversi Paesi non è però così semplice  individuare la residenza abituale e quindi la legge applicabile al testamento.

Nella successione internazionale Hallyday per esempio, per gli avvocati di David e Laura la legge applicabile è la legge francese il che garantirebbe loro il diritto alla quota di legittima sul patrimonio del padre.

Diversamente per i legali della sig.ra Boudou la legge applicabile è la legge della California con conseguente validità del testamento californiano e diritto a ricevere tutto il patrimonio del marito lasciato con il testamento.

Alcuni degli argomenti (e le prove) pro legge californiana portati davanti al giudice francese dalla sig.ra Boudou sono stati la residenza sua e dei figli in California, l’iscrizione al liceo dei figli in California, il possesso della green card, della security card e della patente di guida ed infine, l’acquisto di due immobili.

Per il Giudice francese tali argomenti non sono bastati a far pendere la bilancia a favore della legge Californiana. Secondo il giudice francese Johnny Hallyday aveva un legame più stretto con la Francia al momento della morte.

Due gli argomenti decisivi.

In primo luogo, grazie alla geocalizzazione Instagram David e Laura hanno dimostrato che il padre negli ultimi anni avesse trascorso la maggior parte del suo tempo in Francia (188 giorni nel 2015, 195 nel 2016 e gli ultimi otto mesi nel 2017).

Inoltre, secondo i giudici, visto che il suo pubblico è essenzialmente francofono, la patria della sua vita professionale, artistica e sociale, non può che considerarsi la Francia.

La sig.ra Boudou ha già presentato appello contro la sentenza di primo grado. Si giungerà ad una diversa decisione o prima della decisione di appello, considerata l’elevata alea e la complessità della vicenda sarà opportuno che le parti trovino un accordo?

Avv.Marcello Mantelli Avv.Luca Davini
Avv.Massimiliano Gardellin

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