L’accordo di libero scambio UE-Giappone fa volare l’export Made in Italy: +19% nel Sol Levante. Agribusiness & Fashion i settori traino.

Lo scorso 1febbraio è entrato in vigore lo storico accordo di libero scambio tra Unione Europea e Giappone. Si chiama EPA (“Economic Partnership Agreement”) e rappresenta la più grande zona di libero scambio del mondo: un mercato da oltre 600 milioni di persone, circa il 30% del Pil globale, che coprirà 1/3 dell’intero valore degli scambi commerciali a livello mondiale.

L’accordo commerciale ha azzerato il 90% dei dazi applicati alle merci Made in Europe, percentuale che salirà fino al 99% nei prossimi 15 anni.
Inoltre, ha tutelato dalla contraffazione 205 prodotti agricoli europei di alta qualità, le cosiddette Igp (indicazioni geografiche protette), tra cui figurano 45 prodotti italiani (vini e altri alcolici, fino ai formaggi e ai salumi).
Ed infine, facilita le esportazioni di servizi e ha aperto il mercato degli appalti di 54 grandi città del Giappone.

L’accordo dedica un’attenzione particolare alle PMI, che nei due mercati rappresentano il 99% del tessuto imprenditoriale.
Ciascun esportatore potrà verificare se l’Epa ha un impatto positivo sui propri prodotti (se residuano dazi applicabili ad esempio) tramite gratuito accesso online al Market Access Database della Commissione Europea inserendo il codice HS (Harmonized System) e verificando alcuni requisiti, quali le regole di origine.
Inoltre, gli esportatori che spediscono merce in Giappone per un valore superiore a 6mila euro, hanno l’obbligo di registrarsi al sistema REX (Registered EXporter system).

Il risultato parziale dell’export italiano post accordo pubblicato di recente da Sace è eclatante: +19% pari a più di 3,6 miliardi di euro e un volume di vendite che dovrebbe toccare nell’anno 6,7 miliardi.

Agribusiness (+47,4%), mezzi di trasporto (+16%) e prodotti tessili, moda, pelli e accessori (+8,4 per cento) i settori traino.

In attesa di conoscere quali saranno i risultati dei recenti accordi stipulati dall’Unione Europea con la  Cina ed alcuni Paesi del Sud Est asiatico, sembra che la Via della Seta che porta a Tokyo funzioni e sia concretamente percorribile.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

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