L’Agribusiness si ribella all’Italian Sounding: raggiunto accordo per combattere il falso Made in Italy che vale 100 miliardi

Nel commercio internazionale la popolarità del cibo e del vino italiani ha alimentato un mercato del falso Made in Italy agroalimentare di dimensioni allarmanti: una vera e propria economia parallela pirata sottrae infatti rilevanti quote di mercato ai prodotti italiani con pesanti danni alle aziende nostrane.

Si tratta del fenomeno del cd. #ItalianSounding ovvero una forma di grave concorrenza sleale nei confronti delle imprese italiane e di truffa nei confronti dei consumatori globali perpetrata attraverso l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia, ma che non sono legalmente riconducibili al nostro Paese.  

Di numeri ha parlato il Presidente dell’Agenzia @Ice @CarloFerro, pochi giorni fa:
– 41 miliardi i prodotti agroalimentari @MadeInItaly commercializzati all’estero
100 miliardi il giro d’affari del falso Made In Italy

In sostanza, il mercato del nostro Agribusiness dovrebbe valere più di tre volte di quello attuale tenuto conto che due prodotti su tre commercializzati all’estero sono falsi senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese.

Il fenomeno è estremamente preoccupante non solo perché la “tarocco-mania” dell’Italian Sounding sottrae Pil e posti di lavoro ma anche nell’ottica dei danni arrecati ai consumatori: Made in Italy infatti non è solo sinonimo di top di qualità ma anche e soprattutto di prodotto sicuro, insomma uno standing di qualità e sicurezza che i falsi prodotti non possono garantire.

Per contrastare la diffusione del “fake italian” i grandi player di settore (@Filiera Italia, @Coldiretti) il primo ente di internazionalizzazione italiana (Ice) e la più importante fiera mondiale del food & beverage (@Fiera di Colonia ad Anuga) si sono uniti ed hanno sottoscritto un patto che può diventare un modello d’azione attuale e futuro per la lotta al falso Made in Italy.

L’accordo prevede una serie di contromisure per fermare la maxi-truffa attraverso campagne di sensibilizzazione sul tema per informare ed educare i consumatori,l’offerta di un supporto legale in caso di rilevazione di concorrenza sleale e una collaborazione costante strategica tra le organizzazioni firmatarie per individuare e mettere in campo azioni mirate e congiunte che aiutino a distinguere i prodotti della filiera italiana dai falsi.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

#ItalyFood #MadeInItaly #CommercioInternazionale #ContrattiInternazionale #DirittoDegliAffariInternazionali  

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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