Legge applicabile al contratto internazionale:questione secondaria in una negoziazione?

Un errore molto frequente consiste nel considerare la problematica della legge applicabile al contratto internazionale come una questione meramente teorica, quasi secondaria rispetto alla sostanza dell’operazione economica.

Niente di più sbagliato.

La scelta della legge applicabile può avere infatti conseguenze molto drastiche dal punto di vista della convenienza dell’operazione economica, come dimostra questo esempio.

Immaginate, nella vostra qualità di esportatori italiani, di aver nominato una società francese come vostro agente per la Francia e di aver dovuto negoziare un contratto dettagliato che vi consentisse di concludere l’affare in modo sicuro.

Una volta giunti a dover affrontare la scelta della legge applicabile al contratto, il vostro agente aveva chiesto che esso venisse sottoposto alla legge francese, mentre voi, avevate manifestato preferenza per il diritto italiano.

Alla fine, concordando entrambi sulla necessità di non perdere troppo tempo su questa questione, considerata “marginale”, avete deciso di non risolvere in maniera espressa la questione lasciando il punto non regolato nel contratto.

Trascorsi tre anni, decidete legittimamente di interrompere il rapporto con l’agente francese e procedete alla risoluzione del contratto di agenzia.
Ebbene, l’agente francese vi chiederà di certo un’indennità di clientela pari agli ultimi due anni di provvigioni secondo il diritto francese.

Il diritto francese risulterà infatti applicabile in assenza di specifica scelta delle parti ai sensi dell’art. 4 lettera (b) del Regolamento dell’Unione Europea 593/2008, con la quasi certezza dell’agente di vedersi riconosciuta la propria pretesa sulla base della giurisprudenza applicativa della legge francese.

Peraltro detta indennità spetterà all’agente a causa del pregiudizio subito in conseguenza della cessazione del rapporto (pur se legittima).

Al contrario, consultando un legale di fiducia esperto in materia, avreste appreso che se si fosse applicato il diritto italiano:

la massima indennità di fine rapporto eventualmente dovuta, solo nella misura in cui l’agente abbia sviluppato una clientela di cui il preponente continua a beneficiare dopo la fine del contratto ed altre condizioni, sarebbe stata pari nel suo massimo ad una annualità di provvigioni, calcolata sulla base della media annuale delle retribuzioni riscosse dall’agente negli ultimi cinque anni o sulla media del periodo di durata del rapporto.

In conclusione, se aveste insistito per l’applicazione della legge italiana, avreste evitato di pagare un’indennità molto più elevata all’agente: un anno di provvigioni in luogo dei due anni “francesi”, una differenza non da poco.

Da questo esempio-ma se ne potrebbero fare molti altri- emerge con chiarezza come la scelta della legge applicabile sia tutt’altro che una questione marginale e che una “non scelta”o una scelta sbagliata potrebbero dare luogo al pagamento di somme inaspettate che potrebbero comportare un concreto rischio per il bilancio dell’impresa esportatrice.

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino
#leggeapplicabile #contrattiinternazionali #fareaffariinsicurezza
#indennitàagentefrancese #agenziainternazionale

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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