Legittima la clausola statutaria che subordina l’ingresso di un terzo acquirente di quote o azioni all’adesione ad un patto parasociale: la massima del Consiglio Notarile di Milano

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

È legittima la clausola statutaria che limiti la circolazione delle azioni di S.p.A. o delle quote di S.r.l. nel senso di subordinare l’efficacia del loro trasferimento, nei confronti della società, alla preventiva adesione della parte acquirente ad un patto parasociale, dovendosi in tal caso intendere che l’organo amministrativo è tenuto a rendere disponibile il contenuto del patto parasociale nei confronti dei soci e degli aspiranti acquirenti indicai da ciascuno dei soci”.

Così si è espressa la Commissione Società del Consiglio Notarile di Milano con massima n. 194 pubblicata in data 17 novembre 2020.

In sintesi, il nuovo orientamento interpretativo del Consiglio Notarile pone l’accento sull’importanza dei patti parasociali e, in particolare, sulla loro efficacia obbligatoria e non reale (ossia producono effetti solo tra i sottoscrittori e non verso i terzi, con la conseguenza che un’eventuale rottura del patto non è opponibile ai terzi, valendo solo tra le parti che lo hanno sottoscritto).

È proprio tale efficacia non reale che ha permesso il diffondersi della prassi che prevede l’inserimento – all’interno dello statuto societario – delle stesse previsioni contenute nei patti parasociali, con lo scopo di rendere tali previsioni vincolanti non soltanto per la società, ma anche per eventuali terzi acquirenti.

Di qui la necessità, secondo il Consiglio Notarile, di riconoscere l’ammissibilità di una clausola statutaria che rinvii decisioni strettamente societarie ad un elemento “esterno” – il patto parasociale – fornendo a questo una maggiore rilevanza applicativa.

Tuttavia, dato che il patto parasociale in sé rappresenta uno strumento idoneo ad esercitare un controllo sulla società, rimane l’obbligo di pubblicità e trasparenza dello stesso, in modo tale da evitare rischi e da perseguire la trasparenza nei confronti degli azionisti e dei soggetti terzi.

In questo modo, una volta rispettato tale obbligo di pubblicità, è possibile vincolare l’acquirente terzo – di azioni di S.p.A. o quote di S.r.l. – ai contenuti del patto parasociale mediante una clausola statutaria che subordina l’ingresso del soggetto terzo nella società all’adesione al patto stesso.

Il risultato di tale nuovo orientamento permetterebbe dunque di salvaguardare la natura “parasociale” dei patti e nel contempo di informare il terzo potenziale acquirente dell’esistenza di accordi a latere dello statuto societario -e del relativo contenuto- che condizionano l’efficacia della cessione della partecipazione, nei confronti della società, alla preventiva adesione da parte dell’aspirante socio a un patto parasociale. 

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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