L’Italia che vince con l’export: Sace prevede quota 500 miliardi nel 2020. Ma quanto sono bravi gli imprenditori italiani?

Made in Italy nel mondo_Export vincente

“Le capacita’ imprenditoriali degli italiani sono uniche al mondo. Se avesse un sistema politico, amministrativo, sociale serio l’Italia sarebbe il primo Paese al mondo. Davanti a tutti. Anche agli Stati Uniti.”
Franco Modigliani (Premio Nobel per l’Economia nel 1985)

Esportare nel mondo si conferma la carta vincente delle imprese italiane.

Export = crescita per l’impresa e per il Bel Paese come attestato dal rapporto Sace-Simest “Karma Export 2019” file:///C:/Users/HP/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/MQMBK9K4/rapporto-export-2019.pdf.

Risulta infatti dal rapporto che per il decimo anno consecutivo il bilancio dell’export italiano ha chiuso in positivo ed ha rappresentato il vero valore aggiunto dell’economia italiana, considerato che ha permesso di compensare il calo registrato dalle altre componenti del Pil nazionale.

Nel 2018 vi è stato un aumento del 3,1% con 463 miliardi di export totale con previsioni di crescita al 3,4% per il 2019 che saliranno al 4,3% annuo nel successivo triennio 2020-2022, nel quale si stima che le vendite all’estero arriveranno a toccare quota 500 miliardi nel 2020 (circa ¼ del PIL), superando i 540 miliardi nel 2022, registrando altresì una crescita nell’export dei servizi che entro il 2022 dovrebbe superare quota 120 miliardi.

Tra i settori più performanti del 2018 segnaliamo quello estrattivo, gli apparecchi elettrici, metalli, chimica, alimentari e bevande, con il primato dell’ Agrifood, settore nel quale del Made in Italy non si è mai sazi nel mondo e che continua a crescere impetuosamente (vino da record con 6,2 miliardi di export).

Si noti che tutto ciò avviene nonostante un contesto globale complesso per via delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, della situazione Iran, della Brexit, di un generale rallentamento dell’economia mondiale e del peggioramento della situazione politica Medio-Orientale.

Sace consiglia tre mercati che rappresentano la geografia chiave per le nostre imprese su cui puntare per il futuro: Brasile, Emirati Arabi Uniti ed India. Senza sottovalutare l’Africa ed il suo processo di urbanizzazione in atto.

Non si può che essere orgogliosi della forza del Made in Italy con imprese, di ogni dimensione, che competono con successo con agguerriti players di tutto il mondo. Il tutto nonostante la lentezza della nostra burocrazia nazionale che opera con metodi di lavoro obsoleti e lontani dalle imprese dell’industria 4.0.

Avanti così Italia!
Avv. Marcello Mantelli
Avv. Massimiliano Gardellin
#Contrattiinternazionali   #Export   #Madeinitaly   #Dirittodegliaffariinternazionali



Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

VAI AL COMMENTO
Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

VAI AL COMMENTO
Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

VAI AL COMMENTO
gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

VAI AL COMMENTO
Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

VAI AL COMMENTO

Seguici su