Made in Italy e vendite all’estero le chiavi del successo del settore calzaturiero

I dati del Report di Confindustria Moda per Assocalzaturifici relativi al primo semestre 2019 confermano che latradizione italiana e gli standard di eccellenza che caratterizzano la nostra produzione di calzature continuano a riscuotere successo all’estero.

Secondo il Report emerge infatti un aumento dell’export delle calzature italiane del +7,1% in valore(il prezzo medio ha raggiunto la cifra di 47,55 euro/paio, +8,2%) in linea con la crescita dell’intero settore tessile-moda-abbigliamento che ha registrato un +7,2% delle esportazioni (alle borse di lusso recorddi crescita +26%) che valgono il 70% dell’intera produzione.

Purtroppo, alle notevoli performance dell’export persistono difficoltà sul mercato interno. I consumi interni infatti -provati da un decennio di lenta erosione- hanno registrato un intensificarsi della contrazione (-3,7% in quantità, con trend ben più severi per il dettaglio tradizionale).
Unico comparto in salute: le scarpe sportive/sneakers (+0,8% quantità e +2,9% in valore), a fronte di un calo sensibile delle calzature “classiche” per uomo e donna (rispettivamente del -9,5% e del -8,3% in volume).
Per quanto riguarda i canali di vendita, continua l’incremento dell’e-commerce (+10,3% in volume e +17,3% in spesa), che ha coperto l’11% del totale acquisti del semestre, mentre sono in sofferenza il dettaglio tradizionale (-11% le paia vendute, con una diminuzione prossima al 16% in spesa) e l’ambulantato (flessioni attorno al -14%).
Sul fronte occupazionale, prosegue il calo nel numero di aziende e nella forza lavoro del settore: il primo semestre 2019 ha chiuso con un saldo di -119 calzaturifici (tra industria e artigianato), pari al -2,6%, e -492 addetti (-0,7%) su dicembre 2018.

Tuttavia, nonostante le difficoltà nel mercato interno ed uno scenario internazionale che presenta elementi di incertezza (trade wars, rallentamento congiunturale di Cina e Germania, Brexit) il presidente di Assocalzaturifici Siro Badon indica la strada per il rilancio del calzaturiero italiano al fine di confermare il primato nel mondo di un settore fondamentale per la nostra economia e per l’intero sistema Paese.

A tal fine -sostiene il Presidente- è necessario investire in formazione, cercando di formare nuove figure professionali in grado di innovare le aziende del calzaturiero made in Italy, affiancata da importanti iniziative fieristiche tra cui il Micam e da mirate strategie di internazionalizzazione.

Avv. Luca Davini
Avv. Massimiliano Gardellin

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#venditeinternazionali #MadeinItaly

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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