Messico: distribuzione internazionale ed investimenti

Tips legali per #fareaffariinsicurezza

Marcello Mantelli
Avv. in Milano e Torino


Il Messico presenta diversi profili di interesse per gli investimenti delle imprese italiane, tra i quali rileviamo la vicinanza geografica ed economica con gli Stati Uniti, la presenza di incentivi fiscali, la solidità finanziaria e della valuta, un costo della vita e del lavoro piuttosto moderato ed una popolazione giovane.

Inoltre, si annoverano diversi settori specifici del mercato messicano che offrono concrete potenzialità di sviluppo per le imprese italiane come quello della logistica, delle costruzioni (concessioni, ammodernamenti di porti, autostrade, collegamenti), agricoltura, pesca, turismo, trasporti e telecomunicazioni.

A questi elementi favorevoli, si aggiunge la tradizionale apertura al commercio internazionale che fa del Messico uno dei Paesi al mondo con più trattati di libero scambio in vigore.

Tenuto conto di tali opportunità chi è interessato ad intraprendere attività di investimento e/o esportazione in Messico dovrebbe tenere presenti le seguenti informazioni di base, utili per il commercio internazionale con tale Paese:

1.Sia il Messico sia l’Italia hanno sottoscritto la Convenzione delle Nazioni Unite sui Contratti di Compravendita Internazionale di Merci (Vienna, 1980). Per questa ragione, salvo che non ne venga espressamente esclusa l’applicazione nel contratto, tale Convenzione è applicabile ai rapporti di compravendita tra imprese italiane e messicane. Ne deriva pertanto l’operatività di tutte le disposizioni ivi descritte relative alla forma e conclusione del contratto, alle obbligazioni delle parti, alla responsabilità in caso di inadempimento, ai parametri di conformità della merce e i conseguenti tempi di denuncia di eventuali difetti.

2.Il Messico ha, inoltre, aderito alla Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione di lodi arbitrali internazionali. Per tale motivo le imprese contraenti potranno valutare l’elezione di una clausola arbitrale per usufruire di tale metodo di risoluzione delle controversie, previa adeguata valutazione economica e di opportunità nel caso specifico.

3.Nel 2000 il Messico ha siglato con l’Unione europea il primo accordo di libero scambio, diretto a promuovere nell’arco di 10 anni l’abbattimento dei dazi doganali sul 99% dei prodotti commercializzati tra i Paesi interessati.

4.Per quanto riguarda i contratti commerciali, stipulati tramite società in loco controllate o partecipate dall’investitore estero, questi sono sottoposte alla disciplina del codice civile messicano. Si consiglia, pertanto, di verificare la normativa messicana applicabile ai rapporti di distribuzione e agenzia, prestando attenzione, tra l’ altro, alle clausole sull’esclusiva, sul divieto di concorrenza contrattuale, recesso e risoluzione per giusta causa, oltre all’eventuale indennità di fine rapporto non prevista né nel caso di rapporto di agenzia né in caso di concessione di vendita.

Il contratto di franchising invece è disciplinato da una Legge di settore sulla proprietà industriale la quale, tra le altre previsioni, stabilisce l’obbligo di attenersi alle disposizioni contenute nella Legge sulla protezione dei dati personali, emanata il 5 luglio 2010.

Il Messico rappresenta quindi un’interessante meta per l’export e gli investimenti che merita di essere presa in considerazione per i futuri businesses delle imprese italiane; peraltro il Paese è da visitare disponendo di bellezze naturali ed di una storia antichissima.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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