Moda e commercio digitale in Cina: le opportunità per fare affari in Asia

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

È noto come, a partire dal 1980, la Cina sia stata e sia tuttora protagonista di uno sviluppo economico senza precedenti. Tale sviluppo ha interessato diversi settori, non da ultimo quello della moda.

Soprattutto con l’avvento della nuova Generazione Z (c.d. centennials, ossia i nati tra il 1995 e il 2005), si è avuto poi un particolare sviluppo del luxury brand (come Louis Vuitton, Chanel, Gucci, etc.), particolarmente apprezzato dai consumatori cinesi più giovani.

Oltre allo sviluppo della fashion luxury – a cui i cinesi contribuiscono con la metà di tutti gli acquisti effettuati a livello globale – molto diffusi in Cina sono anche i fast fashion clothing brand (come Zara e H&M), particolarmente apprezzati dai più giovani per il rapporto qualità-prezzo dei prodotti.

Indispensabile poi per lo sviluppo dei brand nel mercato cinese, un contestuale sviluppo di canali di vendita e-commerce, ormai diventati fondamentali per ottenere e mantenere una presenza duratura sui mercati.

Inoltre, va considerato che l’attuale emergenza sanitaria ha avuto un forte impatto sui canali distributivi internazionali, rendendo così necessario per le aziende trovare dei canali alternativi, tra cui, appunto, quello della vendita tramite siti specializzati in e-commerce.

La vendita attraverso l’e-commerce assume perciò una rilevanza sempre maggiore per le imprese che operano sui mercati internazionali, in particolare per i fashion brands che operano in Cina.

Basti pensare che nel 2019 le vendite tramite e-commerce in Cina hanno superato il totale delle vendite effettuate in Europa e Stati Uniti e, ancora, che a giugno 2020 sono stati ben 749 milioni i cittadini cinesi che hanno effettuato acquisti online, con un incremento di oltre 100 milioni rispetto al 2019.

Il ricorso all’e-commerce può quindi offrire ottime opportunità per le imprese, e purtuttavia deve essere accompagnato da un’attenta valutazione del mercato di riferimento e da una predisposizione di contratti rivolti agli utenti cinesi che rispettino i requisiti richiesti dalla legge.

È infatti fondamentale predisporre contratti rivolti agli utenti dell’e-commerce che rispettino i requisiti richiesti dalla normativa vigente, oltre che gli obiettivi commerciali del sito, al fine di garantire sia vendite che non siano a rischio di sanzioni, sia una effettiva tutela dei consumatori.

In questo modo la digitalizzazione, unitamente alle misure amministrative in materia di accesso degli investimenti stranieri adottate a giugno 2020 dalla Commissione Nazionale sullo Sviluppo e le Riforme e il Ministero del Commercio della Repubblica popolare cinese e alla firma del Regional Comprehensive Economic Partnership, sarà in grado di garantire alle imprese straniere una presenza stabile in Cina.

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