Nuovo organo indipendente 4.0: nasce la “Corte suprema di Facebook” per giudicare i contenuti e le scelte del social network

È dei primi giorni di maggio 2020 la news che interessa oltre due miliardi di utenti Facebook: è stato istituito un organo indipendente a cui appellarsi contro le decisioni stesse del social network.

Nasce dunque la “Corte suprema dei contenuti” – così l’hanno ribattezzata – che vanta ad oggi venti membri, destinati a diventare quaranta, tra cui premi Nobel, il Pulitzer Alan Rusbridger (ex direttore del Guardian, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per il reportage su Edward Snowden) e l’ex primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt.

Si tratta di un Comitato di Controllo, l’Oversight Board, il quale si esprimerà sui contenuti presenti su Facebook (e Instagram), valutandone la cancellazione, oltre ad intervenire nell’eliminazione di profili che incitino all’odio o che violino il rispetto della privacy.

Il compito principale dell’organo sarà però quello di valutare nello specifico se le decisioni prese da Facebook US, con riguardo alla rimozione di determinati contenuti, siano conformi alle Condizioni d’uso e agli Standard della Community e se tali decisioni siano ispirate ad un corretto bilanciamento dei diritti degli utenti.

Nei mesi scorsi è stata pubblicata anche una “Carta fondante” dell’Oversight Board – la quale ha natura internazionale – stante anche la provenienza dei membri da diversi Paesi del mondo, in modo tale da rappresentare, secondo quanto affermato dal vicepresidente di Facebook Nick Clegg, “contesti e punti di vista professionali, culturali, politici e religiosi differenti”.

La Carta fissa in maniera chiara i poteri dell’organo collegiale, tra cui figurano i poteri di:

richiedere a Facebook di fornire le informazioni necessarie alle deliberazioni del comitato in maniera tempestiva e trasparente;

– interpretare gli standard della Community di Facebook;

– indicare a Facebook i contenuti suscettibili che devono essere rimossi;

– indicare a Facebook di pubblicare in maniera tempestiva le motivazioni che hanno portato il comitato a decidere un caso in un determinato modo.

Il Comitato può intervenire su un caso su impulso di Facebook o di un utente che si trova in disaccordo con una restrizione o una “censura” posta in essere dal social network.

La priorità sarà data alle questioni di maggiore interesse a livello internazionale e le decisioni della “Corte suprema” saranno “definitive e vincolanti sui contenuti specifici che possono essere consentiti o rimossi da Facebook e Instagram”, dando modo di individuare una vera e propria “policy” da adottare per la risoluzione di future controversie in materia.

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

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