Paesi Bassi: arbitrato internazionale quale metodo di risoluzione delle controversie commerciali

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

I Paesi Bassi rappresentano uno tra gli Stati Ue più attivi in materia di arbitrato, sia esso nazionale o internazionale. Un’introduzione generale sulla relativa disciplina può quindi essere utile al fine di meglio comprendere le regole vigenti in materia.

Nello specifico, le regole che formano l’attuale quadro giuridico di riferimento per i procedimenti arbitrali nei Paesi Bassi si trovano all’interno del Codice di procedura civile olandese.

La disciplina relativa all’arbitrato, in particolare, è stata ispirata per lo più da previsioni straniere in materia (soprattutto quelle di Francia e Svizzera) e dal modello fornito dal Regolamento UNCITRAL sull’arbitrato commerciale internazionale.

Inoltre, i Paesi Bassi hanno preso parte alle più significative convenzioni internazionali nel campo dell’arbitrato commerciale. A titolo di esempio, per quanto riguarda il riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali, l’Olanda ha firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sul riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali stranieri (New York, 1958).

Va detto che la disciplina olandese in materia di arbitrato non distingue in maniera netta tra arbitrato nazionale e internazionale. La prima parte (Titolo 1) del Libro 4 del c.p.c. olandese si applica infatti a tutti i procedimenti arbitrali con sede nei Paesi Bassi, mentre la seconda parte (Titolo 2) riguarda i procedimenti arbitrali aventi sede all’estero.

Di conseguenza, la disciplina nazionale trova così applicazione sia nel caso di un arbitrato ad hoc, che nel caso di un arbitrato amministrato, nazionale o internazionale e avente sede in Olanda o al di fuori.

Non esistono inoltre tribunali specializzati nei Paesi Bassi per questioni relative all’arbitrato. Di conseguenza, la disciplina sull’arbitrato prevede la possibilità per le parti di richiedere l’intervento dei tribunali nazionali al fine di rimuovere eventuali ostacoli all’avvio o alla prosecuzione del procedimento arbitrale.

Tale assistenza può consistere nel dirimere eventuali controversie tra le parti in merito all’instaurazione del procedimento arbitrale, come ad esempio la decisione in merito al numero degli arbitri, o alla nomina di uno o più arbitri in mancanza di tempestiva nomina e così via.

Ciò che rileva sottolineare è come i Paesi Bassi ospitino una varietà di istituti di arbitrato, la maggior parte dei quali applica regole proprie. Tra questi, il Netherlands Arbitration Institute (NAI) è il più grande istituto di arbitrato generale dei Paesi Bassi.

In Olanda inoltre ha sede la Corte permanente di arbitrato, un’organizzazione internazionale che fornisce supporto amministrativo nei procedimenti di arbitrato internazionale e facilita la risoluzione delle eventuali controversie fra gli Stati membri.

Infine, degne di nota risultano le “Regole dell’Aia” sull’arbitrato in ambito di imprese e diritti umani (BHR Arbitration Rules), presentate per la prima volta nel dicembre 2019. Tali disposizioni, che si basano sul modello fornito dal Regolamento UNCITRAL, forniscono una serie di regole per la gestione dell’arbitrato relativo a controversie in materia di impatto delle attività aziendali sui diritti umani.

Per ulteriori approfondimenti in materia di arbitrato internazionale, si rimanda al decalogo presente su questo blog.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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