Privacy e social networks: il Garante Privacy vs Whatsapp

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino


Whatsapp sta aggiornando i propri termini e l’informativa privacy”.

Questo è il messaggio che molti utenti europei hanno ricevuto nelle scorse settimane aprendo la nota app di messaggistica. Ma quali termini sono stati modificati e in che modo cambierà l’informativa privacy?

Sebbene gli aggiornamenti dei Termini di Servizio (Terms of Services, i.e. ToS) e le modifiche all’informativa privacy entreranno in vigore il prossimo 15 maggio (e non più l’8 febbraio come originariamente previsto), l’Autorità Garante per la Privacy è intervenuta (con nota del 14 gennaio u.s.) esprimendo la volontà – se necessario – di intervenire con la massima urgenza nei confronti dell’app di messaggistica.

Le maggiori criticità, infatti, riguardano la scarsa chiarezza circa il contenuto delle modifiche apportate, nonché la presunta attività di trasferimento dei dati personali degli utenti tra le società infragruppo (ricordiamo che Whatsapp dal 2014 è di proprietà di Facebook).

La questione è stata dunque sottoposta allo European Data Protection Board (EDPB), in quanto, secondo il Garante Privacy, né i ToS né la nuova informativa privacy esporrebbero nel dettaglio le modifiche introdotte, non permettendo inoltre di individuare la natura del trattamento dei dati personali che verrà effettuato a partire dal prossimo 15 maggio.

Il fulcro dei dubbi sollevati dal Garante risiede nella normativa fornita dal GDPR (Regolamento Privacy n. 679/2016), ai cui artt. 13 e 14 viene espressamente previsto come il Titolare del trattamento dei dati personali debba informare i soggetti interessati attraverso un linguaggio chiaro e comprensibile, in modo tale da permettere agli stessi di manifestare il consenso a detto trattamento in modo libero e soprattutto informato.

L’informativa di Whatsapp, tuttavia, mancherebbe di chiarezza e comprensibilità, nella misura in cui non sarebbe possibile intuire quelli che saranno gli effettivi cambiamenti.

In pratica, cosa succederà una volta accettate le modifiche?

Innanzitutto, non sarà più presente per gli utenti la possibilità di scegliere se condividere o meno i propri dati personali (come dati di registrazione dell’account, numero di telefono, indiritto IP, etc.) con la società capogruppo Facebook.

Inoltre, tali informazioni non verranno condivise solo con Facebook, ma con tutte le società che gravitano intorno al colosso americano, permettendo così di analizzare e “profilare” l’utente a 360°.

E cosa succede se si decide di non accettare le modifiche?

Semplice, sarà impossibile accedere ed utilizzare Whatsapp.

In attesa, dunque, dell’avvio dell’attività istruttoria da parte dell’Autorità Garante, rimane la necessità di porre una maggiore attenzione all’attività svolta dai giganti del Web, prevedendo una disciplina chiara in materia che permetta di garantire una sicurezza effettiva per gli utenti, i quali in ogni momento devono poter prendere scelte consapevoli e informate.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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