Privacy e social networks: la guerra del Garante Privacy a Whatsapp

Whatsapp sta aggiornando i propri termini e l’informativa privacy”.

Questo è il messaggio che molti utenti europei hanno ricevuto nelle scorse settimane aprendo la nota app di messaggistica. Ma quali termini sono stati modificati e in che modo cambierà l’informativa privacy?

Sebbene gli aggiornamenti dei Termini di Servizio (Terms of Services, i.e. ToS) e le modifiche all’informativa privacy entreranno in vigore il prossimo 15 maggio (e non più l’8 febbraio come originariamente previsto), l’Autorità Garante per la Privacy è intervenuta (con nota del 14 gennaio u.s.) esprimendo la volontà – se necessario – di intervenire con la massima urgenza nei confronti dell’app di messaggistica.

Le maggiori criticità, infatti, riguardano la scarsa chiarezza circa il contenuto delle modifiche apportate, nonché la presunta attività di trasferimento dei dati personali degli utenti tra le società infragruppo (ricordiamo che Whatsapp dal 2014 è di proprietà di Facebook).

La questione è stata dunque sottoposta allo European Data Protection Board (EDPB), in quanto, secondo il Garante Privacy, né i ToS né la nuova informativa privacy esporrebbero nel dettaglio le modifiche introdotte, non permettendo inoltre di individuare la natura del trattamento dei dati personali che verrà effettuato a partire dal prossimo 15 maggio.

Il fulcro dei dubbi sollevati dal Garante risiede nella normativa fornita dal GDPR (Regolamento Privacy n. 679/2016), ai cui artt. 13 e 14 viene espressamente previsto come il Titolare del trattamento dei dati personali debba informare i soggetti interessati attraverso un linguaggio chiaro e comprensibile, in modo tale da permettere agli stessi di manifestare il consenso a detto trattamento in modo libero e soprattutto informato.

L’informativa di Whatsapp, tuttavia, mancherebbe di chiarezza e comprensibilità, nella misura in cui non sarebbe possibile intuire quelli che saranno gli effettivi cambiamenti.

In pratica, cosa succederà una volta accettate le modifiche?

Innanzitutto, non sarà più presente per gli utenti la possibilità di scegliere se condividere o meno i propri dati personali (come dati di registrazione dell’account, numero di telefono, indiritto IP, etc.) con la società capogruppo Facebook.

Inoltre, tali informazioni non verranno condivise solo con Facebook, ma con tutte le società che gravitano intorno al colosso americano, permettendo così di analizzare e “profilare” l’utente a 360°.

E cosa succede se si decide di non accettare le modifiche?

Semplice, sarà impossibile accedere ed utilizzare Whatsapp.

In attesa, dunque, dell’avvio dell’attività istruttoria da parte dell’Autorità Garante, rimane la necessità di porre una maggiore attenzione all’attività svolta dai giganti del Web, prevedendo una disciplina chiara in materia che permetta di garantire una sicurezza effettiva per gli utenti, i quali in ogni momento devono poter prendere scelte consapevoli e informate.

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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