Qatar. Settore Costruzioni: come risolvere le liti con i metodi ADR

É noto come in Qatar il settore delle costruzioni sia cresciuto costantemente negli ultimi anni 10 anni e continuerà a crescere nei prossimi anni a venire.  

Il report governativo Qatar National Vision 2030 ha infatti annunciato un mega piano statale da 200 miliardi di dollari che prevede non solo i ciclopici investimenti per i Mondiali di Calcio del 2022 (da 100 miliardi) e la metropolitana di Doha, ma anche vari progetti cd. di soft infrastrucure (tra cui il rifacimento dell’intera rete fognaria e massicci investimenti nella viabilità) e nuovi progetti immobiliari legati all’aumento della popolazione (triplicata in 10 anni: da circa 700.000,00 ad oltre 2 milioni di persone). 

In questo contesto sono presenti in Qatar numerosi cantieri edili nei quali operano società appaltatrici (“contractors”) e subappaltatrici (“sub-contractors”) che cooperano nella costruzione di opere e maxi-opere commissionate dalle società appaltanti (”Employer”), spesso riconducibili ad autorità governative.   

In questo business, considerate le moltissime variabili coinvolte, sorgono spesso, durante la costruzione dell’opera, contenziosi di varia natura la cui fonte principale viene individuata nella gestione delle variazioni in corso d’opera dal progetto originale le quali determinano, a seconda dei casi, richieste di pagamento, domande di risarcimento danni e di risoluzione contrattuale.  

Infatti, a causa di un’elaborazione progettuale non completamente esaustiva o del carattere ad esecuzione prolungata del contratto d’appalto, lo stesso è soggetto a variabili ed incognite, che spesso generano discussioni e contestazioni tra le parti. 

Le liti che dovessero sorgere dal contratto d’appalto per la costruzione di un’opera in Qatar possono essere devolute, in alternativa al giudice nazionale (da considerarsi molto nazionalista), ad un arbitrato internazionale, se previsto nel contratto da specifica clausola arbitrale o da un successivo patto specifico denominato “compromesso arbitrale”. 

In proposito il Qatar ha aderito alla Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione di lodi arbitrali internazionali e, pertanto, nel caso di controversie relative ad un contratto internazionale, le imprese contraenti potranno valutare di ricorrere all’arbitrato quale metodo di risoluzione delle controversie. 

Tuttavia, in linea generale, al fine di non compromettere future partnership di collaborazione nella costruzione di altre opere è da valutare la previsione nel contratto di una clausola di Mediation come metodo alternativo di risoluzione delle controversie, da aggiungersi, a seconda del caso specifico, all’arbitrato. 

Da un lato infatti sono presenti diversi organismi istituzionali che disciplinano con precise regole il procedimento di mediazione, tra cui il Qatar International Centre for Conciliation and Abritration (QICCA) e il Qatar International Court and Dispute Resolution Centre (QICDRC)

Dall’altro il Qatar ha aderito alla Singapore Mediation Convention (53 Paesi firmatari) nel marzo 2020 che prevede un procedimento per la diretta esecuzione di settlement agreements cross-border tra i Paesi firmatari. Ciò significa che in virtù dell’accordo sottoscritto in sede di Mediazione sarà possibile procedere ad esecuzione forzata degli obblighi stabiliti nell’accordo se il debitore ha sede in un Paese che ha aderito alla Convenzione. 

Alla luce di quanto precede è da valutare, ove opportuno, la possibilità di inserire nel contratto internazionale una Multi-Tier Dispute Resolution Clause ossia un obbligo di ricorrere in mediazione prima di adire il tribunale arbitrale (o il giudice ordinario) creando così una cd escalation clause che permetta la possibilità di risolvere il conflitto con la procedura di mediazione, prima di giungere all’eventuale conflitto finale in giudizio. 

Differiscono dalla mediazione, in quanto si tratta di procedure che si concludono con una decisione da parte di particolari organi terzi gli altri metodi ADR previsti in Qatar (tuttavia ad oggi raramente utilizzati salvo casi particolari).

Infine, un cenno finale sulle possibilità offerte dal Litigation Finance per il recupero dei crediti derivanti dal contratto internazionale avente ad oggetto la realizzazione di opere in Qatar. 

Considerato che vi sono molte situazioni in cui i contractors o sub-contractors vantano crediti di importo rilevante, senza tuttavia disporre delle risorse necessarie per sostenere le spese legali per il recupero del credito, stanno emergendo in Qatar società di investimento interessate a finanziare “cause vincenti” nel caso in cui dalla due diligence da loro condotta risulti una possibilità di successo nella causa di oltre il 50%.

In caso di vittoria il finanziatore otterrà una percentuale sul ricavato precedentemente concordata mentre in caso di sconfitta assumerà tutti i costi (no win no fee a carico del creditore). 

Marcello Mantelli 
Avvocato in Milano e Torino

Massimiliano Gardellin 
Avvocato in Torino 

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