Russia: in vigore le nuove norme in materia di contratti commerciali internazionali

Il primo novembre 2013 è entrata in vigore la riforma del diritto internazionale privato russo, il cui obiettivo è di agevolare le transazioni commerciali internazionali; tra le innovazioni più importanti, quelle relative alla forma del contratto di commercio estero.

Prima della riforma, il codice civile russo prevedeva che tali contratti dovessero considerarsi validi solo se conclusi per iscritto. Tale norma derivava dall’impostazione del diritto sovietico,  improntato al controllo da parte dello Stato sulle operazioni commerciali di cittadini e imprese, anche e soprattutto attraverso il monitoraggio degli strumenti negoziali.

Per questa ragione la Russia, in sede di ratifica della Convenzione di Vienna sulla vendita internazionale di Merci (1980), ha espresso una riserva in base alla quale la forma scritta deve essere considerata elemento essenziale dei contratti di compravendita internazionale.

Come ha inciso la riforma in questo contesto?

Innanzitutto, è stata eliminata la norma secondo cui i contratti di commercio estero sono validi solo se stipulati per iscritto poiché – ed in questa previsione risiede la maggiore novità – il diritto applicabile alla forma del contratto internazionale sarà quello che regola i termini e le condizioni del contratto medesimo.

Tuttavia, nonostante questa modifica, in Russia è ancora in vigore la legge che prescrive il cosiddetto “passaporto dell’operazione”: se la transazione commerciale supera i 10.000 USD, le parti devono consegnare alla banca una serie di documenti, tra cui il contratto stipulato.

Di conseguenza, per le operazioni superiori ai 10.000 USD, il contratto dovrà essere necessariamente concluso per iscritto; a ciò si aggiunga che, indipendentemente dall’entrata in vigore della riforma,  la riserva posta dalla Russia alla Convenzione di Vienna è ancora valida.

In concreto, quindi, con l’entrata in vigore della nuova normativa, il principale beneficio che deriverà all’operatore estero consisterà nella possibilità di far valere i propri diritti dinnanzi alle corti russe competenti  qualora la controparte russa del contratto dovesse eccepire l’invalidità del contratto stipulato non in forma scritta.

Lo studio Mantelli Davini Avvocati Associati è a vostra disposizione per fornire ogni chiarimento e rispondere ad eventuali quesiti.

Avv. Luca Davini e Dott.ssa Giulia Levi

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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