Sanzioni Ue: 3 cautele per evitare sanzioni penali e danni alla brand image

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


Il 24 giugno 2023 è entrato in vigore l’undicesimo pacchetto di sanzioni varato dall’Unione europea nei confronti della Russia (e non solo). Per una panoramica rinviamo alla lettura del nostro precedente articolo. Qui poniamo invece il faro sulle cautele che le imprese dovrebbero adottare per operare in compliance con le norme UE sulle sanzioni verso la Russia e altri Paesi. Da tenere bene a mente che l’ultimo pacchetto di sanzioni estende notevolmente le attività vietate e i soggetti sanzionati.

1. Controllo sulla proprietà della società acquirente

Nel caso si intrattengano affari con una società non sanzionata che sia detenuta per oltre il 50% da una parte listata, cioè presente in un elenco, di soggetti sanzionati dell’UE, anche la società non elencata è indirettamente considerata parte sanzionata dall’Unione europea.

Per questo motivo tutti i controlli preliminari sulle potenziali sanzioni riferibili ai partner commerciali dovrebbero essere svolti:

i-nei confronti del partner commerciale diretto;

ii-sull’eventuale società madre;

iii-sui titolari effettivi finali (tramite screening valutativi rispetto ai criteri di proprietà e controllo).

2. Altri Controlli prima della firma del contratto

Emerge da numerose indagini e report sui dati del commercio internazionale che negli ultimi mesi si è registrato un sensibile aumento del commercio tra le imprese UE con i Paesi in prossimità della Russia. Da questi dati emerge il fondato sospetto di massicci aggiramenti della normativa sulle sanzioni UE  tramite soggetti con sede al di fuori del territorio russo, ma ubicati in Paesi confinanti con la Russia. Per rendere sempre più stringente ed efficace l’apparato sanzionatorio l’UE ha quindi inserito nuovi nominativi target di sanzioni dell’UE con sede in tali Paesi.

Per tale ragione le imprese dell’UE devono vigilare in modo da non partecipare al divieto di elusione  delle sanzioni UE. Come? Operando con diligenza in fase precedente alla firma dei contratti di vendita internazionale per evitare violazioni, con conseguenti rischi penali. In pratica l’impresa deve raccogliere informazioni a fine di poter dimostrare che non vi erano al tempo della sottoscrizione del contratto motivi ragionevoli per sospettare che gli scambi di beni (o servizi) con il soggetto con sede nel Paese sospetto violassero le sanzioni dell’UE.

È quindi consigliabile condurre un’adeguata due diligence nei casi, ad esempio, nei quali l’operazione commerciale si perfezioni con un partner con sede in un Paese sospetto.

3. Registrazioni delle operazioni di due diligence

Da documentare e conservare i passaggi delle operazioni di due diligence, i documenti e le informazioni raccolte passo dopo passo in modo da poterne fornire evidenza.

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

VAI AL COMMENTO
gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

VAI AL COMMENTO
Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

VAI AL COMMENTO
gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

VAI AL COMMENTO
Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

VAI AL COMMENTO

Seguici su