Sanzioni Ue e normativa dual use: cosa succede in caso di violazione?

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


Il 14 giugno 2023 è entrato in vigore il D.L. 13 giugno 2023, n. 69, che apporta modifiche al decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 221; quest’ultimo individua  le norme che regolano la circolazione dei beni a duplice uso (Regolamenti dell’Unione Europea (UE) 2021/821 e 2019/125), e disciplina il sistema sanzionatorio per le violazioni delle misure restrittive imposte dall’UE, ad esempio nei confronti della Russia in base al Regolamento (UE) n. 833/2014.

Il recente D.L. n. 69/2023 apporta modifiche significative alle misure restrittive dell’UE, trasformando le violazioni dei divieti di importazione imposti dalle misure restrittive in reati. Inoltre, stabilisce una regolamentazione interna completa e coerente in materia di sanzioni dell’UE, eliminando le precedenti incongruenze.

Le principali modifiche introdotte dal decreto-legge n. 69/2023 riguardano le seguenti aree:

Sistema sanzionatorio per la violazione delle misure restrittive dell’UE

Le violazioni delle misure restrittive dell’UE, come ad esempio i divieti di esportazione dei prodotti listati, già considerati reati dalla precedente normativa, a seguito dell’eliminazione del minimo edittale di due anni di reclusione, sono ora puniti con una pena massima di reclusione fino a sei anni; similmente è sanzionato il neo introdotto divieto di importazione dei prodotti listati dalla Russia. 

Per contro, la violazione del congelamento dei beni e il divieto di mettere a disposizione fondi e risorse, le cosiddette “sanzioni individuali”, sono invece ancora soggette a sanzioni amministrative dal valore compreso tra € 5.000 e € 500.000 ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 109/2007.

Inoltre, l’esecuzione di prestazione di servizi ristretti e la partecipazione o esecuzione in appalti, concessioni o contratti pubblici ristretti in assenza di autorizzazione, o con autorizzazione ottenuta fornendo dichiarazioni o documentazione false, è ora punita con la reclusione fino a sei anni e la multa dai € 25.000 a € 250.000 (cfr. art. 20, c. 2, D. Lgs. n. 221/2017). L’esecuzione di operazioni in difformità dagli obblighi prescritti dalla relativa autorizzazione è oggi sanzionata con la reclusione fino a quattro anni e con la multa da euro 15.000 a euro a 150.000 euro. In caso di violazione di ulteriori obblighi di comunicazione e tenuta registri è introdotta la sanzione amministrativa da € 15.000 a € 90.000.

Sistema sanzionatorio per la violazione degli obblighi imposti dal regolamento sui prodotti a duplice uso

L’esportazione di beni a duplice uso senza autorizzazione o con autorizzazione ottenuta tramite informazioni false, già qualificata reato dalla precedente normativa, è ora punita con una pena massima di reclusione fino a sei anni e con una multa compresa tra € 25.000 e € 250.000 (Art. 18, comma 1, del decreto legislativo n. 221/2017). Similmente è punita la prestazione di assistenza tecnica non autorizzata con riferimento a beni a duplice uso o con autorizzazione ottenuta fornendo informazioni false. L’esecuzione di operazioni in violazione dei requisiti stabiliti nell’autorizzazione concessa è invece attualmente punibile con la reclusione fino a quattro anni e una multa compresa tra € 15 000 e € 150 000.

La mancata notifica all’autorità competente italiana in caso di condizioni per l’applicazione delle clausole onnicomprensive è soggetta a una pena detentiva fino a due anni e a un’ammenda compresa tra € 15 000 e € 90 000.

La mancata presentazione di relazioni semestrali sull’uso delle autorizzazioni generali con ambito di applicazione dell’Unione («UGEA») dell’Italia (nazionale, «AGN») è ora punita con una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra € 15 000 e € 90 000.

Sequestro forzato

In caso di impossibilità di sequestrare i beni coinvolti nell’attività criminosa, il giudice può ordinare il sequestro di altre somme di denaro o beni di pari valore posseduti dal condannato, compresi beni e risorse indirettamente posseduti.

Modifiche delle autorizzazioni e altri aspetti pertinenti

Le norme riguardanti le autorizzazioni alle esportazioni hanno subito modifiche per consentire la concessione di autorizzazioni specifiche individuali e globali individuali per un periodo massimo di due anni. Infine, è stato introdotto un nuovo obbligo di autorizzazione per quanto riguarda i trasferimenti intracomunitari di materiali classificati o di informazioni incluse in prodotti a duplice uso, che sono stati soggetti ad autorizzazione preventiva da parte del Dipartimento delle informazioni sulla sicurezza (DIS).

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

VAI AL COMMENTO
Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

VAI AL COMMENTO
Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

VAI AL COMMENTO
gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

VAI AL COMMENTO
Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

VAI AL COMMENTO

Seguici su