Smart contract: natura giuridica e applicabilità ai rapporti commerciali

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

Lo smart contract consiste in un software, ossia un protocollo informatico già programmato per realizzare automaticamente dei contratti mediante la tecnologia blockchain.

Sebbene l’Italia sia uno dei pochi Paesi al mondo ad aver fornito per la prima volta una definizione di smart contract (contenuta all’interno del Decreto Semplificazioni, art. 8-ter comma 2), rimangono molte le criticità da affrontare, prima di tutto con riguardo alla natura giuridica del contratto in esame.

In base a quanto stabilito dall’art. 8-ter citato, “si definisce “smart contract” un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. […].

La principale discussione, interamente dottrinale, verte quindi sulla qualificazione dello smart contract, individuato talvolta quale un contratto misto composto da una parte informatica (smart contract code) e una parte giuridica (smart legal contract), talvolta quale un contratto ad oggetto virtuale, o ancora quale un contratto cibernetico.

Alla base di tali ipotesi, la struttura dello smart contract vede le parti contrattuali ricorrere all’utilizzo di tale strumento per regolare rapporti i cui effetti vengono proiettati nel futuro, ossia nel momento in cui lo smart contract verrà eseguito.

Tuttavia, un’ulteriore distinzione va fatta con riguardo agli smart contracts che danno esecuzione ad un accordo già concluso in precedenza tra le parti e gli smart contracts che viceversa regolano il rapporto da zero, costituendo quindi un contratto vero e proprio.

Nel secondo caso, infatti, va tenuto a mente che lo smart contract è interamente scritto in linguaggio informatico, il quale può essere compreso solo da tecnici esperti del settore e – soprattutto – non permette di esprimere elaborati concetti giuridici, quali ad esempio eventuali clausole specifiche soggette ad un’interpretazione più flessibile.

In altre parole, quindi, nell’approcciarsi ad una forma di tecnologia indubbiamente attrattiva e ricca di vantaggi, vanno considerati anche gli aspetti più problematici legati a tale strumento. Una valida soluzione risiede certamente nel farsi assistere nella redazione dello smart contract da parte di un consulente informatico esperto in materia.

Inoltre, un’altra buona prassi può essere quella di procedere alla redazione di un duplice documento: da un lato, lo smart contract in linguaggio informatico così come prospettato; dall’altro, un contratto tradizionale avente il fine non soltanto di ribadire quanto espresso mediante smart contract, ma anche di prevedere clausole specifiche che regolino quanto non facilmente prospettabile mediante linguaggio informatico.

In questo modo risulta possibile rimanere al passo con lo sviluppo tecnologico, senza rinunciare ad una tutela giuridica effettiva e ad uno strumento sicuro per entrambe le parti e per il rapporto commerciale instaurato.

#smartcontract #dirittonuovetecnologie #contrattionline #blockchain #digitallaw #contrattiinternazionali #commerciointernazionale #venditainternazionale #fareaffariinsicurezza

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*