Spagna: previsioni in materia di forza maggiore e contratti internazionali soggetti a legge spagnola

Dopo aver affrontato la tematica relativa agli effetti della Pandemia Covid-19 sugli accordi commerciali nazionali e internazionali, ponendo una particolare attenzione ai casi di vendita internazionale in generale, ma anche alle soluzioni adottate nei singoli contesti nazionali (come in Italia, Emirati Arabi Uniti, Francia e Germania) continua l’analisi in materia con lo studio delle misure adottate dalla Spagna.

Secondo il codice civile spagnolo, “fuori dai casi espressamente previsti dalla legge e da quelli in cui l’obbligazione tra le parti così dispone, nessuno è responsabile per gli eventi che non possono essere previsti o per quelli che, seppur previsti, non sono evitabili”.

Prima di poter procedere nell’analisi del caso specifico del Coronavirus, bisogna dunque comprendere se tale definizione, ricondotta al concetto di “forza maggiore”, possa riguardare la Pandemia in corso e, di conseguenza, trovare applicazione.

Secondo la giurisprudenza spagnola – perché sussista una causa di forza maggiore – occorre che siano presenti una serie di elementi:

1. l’evento considerato deve essere imprevedibile ed inevitabile;

2. l’impedimento deve essere successivo alla conclusione del contratto e completamente indipendente dalle azioni della parte colpita (c.d. “Affected Party”);

3. l’onere della prova incombe sulla parte colpita che reclama la causa di forza maggiore;

4. l’analisi circa l’applicabilità o meno della causa di forza maggiore deve essere fatta alla luce della normale diligenza richiesta dalle circostanze in casi simili;

5. la parte colpita deve agire in buona fede e ad ogni modo deve adottare tutte le misure necessarie a mitigare gli effetti determinati dall’evento considerato.

Qualora siano presenti tutti gli elementi appena descritti, la parte colpita che invochi la causa di forza maggiore non sarà responsabile per eventuali violazioni degli obblighi contrattuali che siano avvenute per tutta la durata dell’evento in questione. Tale esclusione di responsabilità dovrà essere determinata sulla base di un’analisi caso per caso. Inoltre, si tratterà di una soluzione talvolta temporanea, talvolta definitiva, in base alla tipologia e alla durata dell’evento considerato.

Le parti hanno tuttavia la facoltà di prevedere espressamente delle soluzioni all’interno del contratto tramite specifiche clausole – come la validità dell’accordo “in qualsiasi caso/evento”, o il prolungamento del rapporto contrattuale oltre i termini previsti per permettere l’adempimento delle rispettive obbligazioni – in modo tale da prevenire ipotetici casi in cui si verifichi un evento di forza maggiore.

In tutti gli altri casi, per i contratti regolati da legge spagnola, troverà applicazione il dettato del codice civile spagnolo, in base al quale la parte contraente avrà la facoltà, qualora vi sia un evento di forza maggiore che impedisca all’altra parte di adempiere ai propri obblighi, di richiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, con la sola differenza – rispetto ad una situazione in cui non vi sia una causa di forza maggiore alla base della conclusione del rapporto – che la parte colpita dall’impedimento non dovrà in questo caso risarcire l’altra parte.

In alternativa, ricorrendo le condizioni previste sempre dal codice civile spagnolo, sarà possibile fare riferimento al principio “rebus sic stantibus, in base al quale – appurato che gli obblighi derivanti dalla contrattazione in buona fede siano stati rispettati – sarà possibile richiedere una riformulazione delle condizioni contrattuali.

Nel caso di specie relativo al Coronavirus è dunque ragionevole ritenere che – qualora non sia prevista una specifica clausola di forza maggiore all’interno del contratto e qualora non sia possibile per una o entrambe le parti adempiere ad un’obbligazione contrattuale a causa della Pandemia in corso – la parte che voglia invocare la causa di forza maggiore dovrà fornire le necessarie prove circa gli elementi costitutivi dell’impedimento e circa la propria diligenza nell’affrontare l’evento e soprattutto nel mitigarne le conseguenze e i danni.

In tal senso la parte colpita non dovrà dunque dimostrare il fatto (ormai noto) della Pandemia, ma l’impatto che tale fenomeno ha determinato sul rapporto con l’altra parte e sull’impossibilità per la prima di adempiere alle proprie obbligazioni. Ricorrendo tali elementi, sarà dunque possibile invocare l’esistenza della causa di forza maggiore per richiedere la sospensione o la risoluzione del contratto, o ancora – ricorrendo le condizioni per l’applicazione del principio “rebus sic stantibus” – la riformulazione delle condizioni contrattuali, in modo tale da adattare le obbligazioni delle parti alle nuove circostanze, preservando il rapporto commerciale.

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino


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