Sul contratto di agenzia commerciale : se agente e preponente provengono da stati membri diversi

Il 17 ottobre 2013 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea Maritime Agencies (UNAMAR) e la Navigation Maritime Bulgare (NMB).

La belga UNAMAR (in qualità di agente commerciale) e la bulgara NMB (in qualità di preponente), nel 2005, avevano concluso un contratto di agenzia commerciale per la gestione di un servizio di trasporto marittimo di linea a mezzo container. Il 19 dicembre del 2008, la preponente informava UNAMAR della necessità – dovuta a ragioni finanziarie – di risolvere il contratto. Le parti avevano deciso che quest’ultimo fosse regolato dal diritto bulgaro e che eventuali controverse sarebbero state devolute alla camera arbitrale presso la Camera di commercio e dell’industria di Sofia.

L’agente, ritenendo che il contratto fosse stato risolto illegittimamente e diversamente da quanto previsto dal medesimo, adiva il Tribunale commerciale di Anversa, chiedendo alla NMB il pagamento di alcune indennità  previste dalla legge belga del 13 aprile 1995 sul contratto di agenzia commerciale. La convenuta eccepiva la carenza di giurisdizione del giudice adito. La questione è giunta davanti alla Cassazione belga; questa rinviava alla Corte di Giustizia UE. Al giudice europeo veniva chiesto di pronunciarsi sulla possibilità che il giudice di un foro diverso da quello contrattuale disapplicasse la legge scelta dalle parti per disciplinare il contratto, in favore della legge – di applicazione necessaria- di un altro Stato membro che accordi all’agente una tutela maggiore rispetto a quella minima prevista dalla Direttiva comunitaria 86/653 sugli agenti di commercio (recepita sia dal Belgio che dalla Bulgaria).

Il giudice del rinvio, in particolare, chiedeva se nel caso concreto fosse applicabile l’art. 7 paragrafo 2 della Convenzione di Roma del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali, secondo il quale la medesima non pregiudica l’applicazione di norme – in vigore del Paese del giudice adito – che disciplinino imperativamente il caso concreto, indipendentemente dalla legge che regola il contratto. La legge belga del 13 aprile 1995 infatti, diversamente dalla Direttiva 86 (art. 17 paragrafo 1), attribuisce all’agente – in caso di risoluzione del contratto – il diritto cumulativamente all’indennità e al risarcimento del danno subito. A ciò si aggiunga che l’art. 27 della detta legge sancisce che ogni attività di un agente  che abbia sede principale in Belgio è assoggettata alla legge belga e rientra nella competenza giurisdizionale dei tribunali belgi.

La Corte ha risposto con una soluzione, se così si può dire, intermedia.

Essa ha sottolineato che l’esistenza di norme di applicazione necessaria nell’ordinamento di uno Stato membro non può costituire una scusante per venire meno agli obblighi assunti in sede comunitaria: in questo caso, gli obblighi derivanti dalla Direttiva sugli agenti di commercio.

Secondo la Corte di Giustizia UE, il giudice adito potrà disapplicare la legge scelta contrattualmente – che assicuri all’agente la protezione minima accordata  dalla Direttiva 86/653 – in favore di una legge di applicazione “necessaria” appartenente al suo ordinamento solo quando l’osservanza di tale norma è stata “reputata cruciale per la salvaguardia dell’organizzazione politica, sociale o economica dello Stato membro interessato, al punto da imporne il rispetto a chiunque si trovi nel territorio nazionale di tale Stato membro o a qualunque rapporto giuridico localizzato in tale territorio.

Nel caso di specie il giudice belga dovrà valutare se l’applicazione della legge del 13 aprile 1995 sugli agenti di commercio è necessaria alla luce dei principi appena esposti.

Si tratta dunque di una valutazione che i giudici aditi dovranno effettuare caso per caso. Non resta quindi che attendere, per ulteriori approfondimenti, le decisioni dei giudici nazionali cha daranno applicazione concreta ai principi stabiliti dalla Corte nel caso UNAMAR.

Avv. Marcello Mantelli e Dott.ssa Giulia Levi

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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