Trasporti internazionali, consegna della merce e passaggio del rischio: 3 errori da evitare

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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Nel contesto del commercio internazionale e trasporti internazionali, con interlocutori che parlano lingue diverse, che operano in mercati spesso distanti, non soltanto con riferimento alla collocazione geografica ma anche agli usi, costumi e cultura, si è reso gradualmente sempre più necessario condividere strumenti universalmente conosciuti e riconosciuti con lo scopo di pattuire con un elevato grado di certezza le modalità di trasporto e reso della merce.

Occorre quindi porre l’attenzione sulla necessità di identificare all’interno di un contratto di vendita internazionale, così come in uno di distribuzione, con assoluta certezza, il termine di consegna della merce e il momento del passaggio del rischio, evitando di incorrere in errori che molto spesso finiscono per pregiudicare il buon fine dell’operazione.

Il primo degli errori da non commettere nel contesto della negoziazione di un contratto internazionale di vendita – o di distribuzione – consiste nel non definire con assoluta certezza il tempo della consegna della merce, come al contrario occorrerebbe fare indicando, ad esempio, la data oppure il periodo di tempo determinato o determinabile secondo il contratto entro il quale adempiere a tale obbligo.

Infatti, in mancanza di specifici accordi, nel caso – altamente probabile – in cui il contratto sia regolato dalla Convezione  di Vienna,  il venditore sarà tenuto a consegnare la merce “entro un tempo ragionevole dalla conclusione del contratto”.

È evidente che l’indeterminatezza di tale momento e la conseguente discrezionalità del Giudice eventualmente chiamato a stabilirlo, contengono in sé un alto rischio di conseguire risultati non previsti e il più delle volte non graditi all’esportatore italiano.

A tale proposito, è inoltre auspicabile, e qui veniamo al secondo errore da non commettere, definire nel contratto se il termine fissato per la consegna della merce rivesta o meno valore essenziale e se, il mancato rispetto, possa giustificare la risoluzione del contratto per inadempimento oppure costituire oggetto di una richiesta di risarcimento dell’eventuale danno causato dalla mancata o dalla tardiva consegna della merce, in modo da evitare il sorgere di lunghi e dispendiosi contenziosi sul punto.

Il terzo errore da non commettere attiene al tema di passaggio del rischio: è infatti fondamentale per le parti del contratto, venditore e acquirente, poter contare su una completa conoscenza della legge alla quale dovranno fare riferimento allorché si troveranno nella situazione di dover individuare il luogo e il momento in cui avviene il passaggio di oneri e rischi relativi alla consegna della merce dal Paese di partenza al Paese di destinazione.

Ad esempio, sempre con riferimento alla Convezione di Vienna, è bene ricordare che se il venditore si impegna a rimettere la merce al compratore o al trasportatore in un luogo determinato, il rischio passa in tale momento, mentre se la vendita non implica trasporto, ovvero il compratore deve ritirare i beni presso il venditore, il rischio passa con la consegna al compratore.

In questo secondo caso, il compratore che non prende in consegna la merce sopporta il rischio di perdita o danneggiamento della merce nel momento in cui questa viene posta a sua disposizione.

Da queste informazioni appare da subito evidente come la stesura di un contratto internazionale completo e coerente, con riferimento a questi molteplici rischi, sia di fondamentale importanza per consentire di concludere l’affare in sicurezza.

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