Turchia: impatto del Coronavirus sui contratti internazionali e disciplina della causa di forza maggiore

La Turchia è il Paese del Medio Oriente più colpito dall’epidemia Covid-19, con oltre 130mila casi accertati. Inoltre, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il Paese non avrebbe ancora raggiunto il suo picco.

Una situazione così delicata si riflette necessariamente anche a livello economico. Infatti, sebbene ad oggi l’Unione europea sia ancora il primo partner commerciale della Turchia, la Pandemia e le restrizioni poste dai Governi degli Stati hanno inficiato molto i rapporti commerciali tra il Paese e gli Stati Membri UE.

Dall’inizio dell’emergenza, infatti, la spesa pubblica turca ha avuto un rialzo del 16%, facendo aumentare il deficit di bilancio fino a oltre 6 miliardi di euro, mentre da gennaio a inizio maggio la lira turca ha perso circa il 17% del suo valore nei confronti del dollaro. Oltre all’impatto negativo sulla crescita dei consumi interni, del turismo e dell’export, il Paese deve poi fare i conti con un elevato debito estero pari a 172 miliardi di dollari.

Il risultato dell’intera situazione di fragilità ha comportato necessariamente un forte arresto nella produzione (che in Turchia si concentra per lo più sul settore tessile) e soprattutto nell’export di prodotti i cui ordini sono stati cancellati poco prima dell’arrivo della Pandemia nel Paese.

Ricordiamo inoltre che, secondo le stime di Sace Simest, la Turchia riveste un’importanza strategica anche per l’Italia, trattandosi del primo mercato di destinazione dell’export italiano in Medio Oriente e Nord Africa.

Nel gestire dunque rapporti con partner turchi durante questo delicato periodo, bisogna porre attenzione a diversi fattori. Innanzitutto, in Turchia non è prevista una disciplina specifica del principio di “forza maggiore”.

Pertanto, nel caso in cui vi sia un evento (come la Pandemia) riconducibile ad una causa di forza maggiore che determini impossibilità di esecuzione della prestazione contrattuale, nell’ordinamento turco si tenderà a ricondurlo alla disciplina dell’impossibilità sopravvenuta, riconoscendo dunque l’impossibilità della prestazione a causa di un evento indipendente dalla volontà della parte colpita dallo stesso.

La Corte suprema turca ha predisposto in varie pronunce delle linee guida che aiutano nella definizione del caso specifico di “forza maggiore”, il quale deve presentare i seguenti elementi:

deve trattarsi di un avvenimento imprevedibile al momento dell’esecuzione del contratto;

è un evento verificatosi a seguito della firma del contratto;

tale evento determina l’impossibilità della prestazione;

è un evento fuori dal controllo delle parti.

Ad ogni modo, secondo la legge turca, l’epidemia in corso potrebbe non costituire un evento di forza maggiore in sé e per sé, in quanto è necessario che la prestazione sia diventata impossibile proprio a causa della Pandemia o delle previsioni delle autorità turche. Inoltre, tale impossibilità deve avere natura oggettiva (ossia deve colpire chiunque) o soggettiva (ossia deve colpire specificamente la parte affetta).

Resta ferma comunque la previsione del codice turco che stabilisce l’autonomia contrattuale delle parti, dunque queste potranno gestire l’evento di forza maggiore come ritengono opportuno. Per tale motivo, è consigliabile prima rivedere le clausole previste all’interno del contratto e, se il contratto nulla statuisce con riguardo ad un possibile evento di forza maggiore, potrà aversi applicazione della causa di forza maggiore solamente se l’epidemia o le misure adottate dal Governo rendano impossibile la prestazione della parte affetta, liberandola da responsabilità per inadempimento contrattuale.

Non si avrà invece causa di forza maggiore qualora le obbligazioni in capo alle parti siano diventate solamente più onerose per via dell’epidemia o delle previsioni delle autorità (essendo esperibile in tale caso una revisione delle condizioni contrattuali).

Il consiglio pratico, nel concludere un contratto commerciale con un partner turco in questo periodo così delicato, rimane quello di condurre un’attenta analisi del caso specifico e disciplinare nel dettaglio la relazione tramite condizioni chiare in cui siano bene indicati, tra gli altri elementi, gli obblighi in capo alle parti, nonché la legge applicabile e una specifica clausola di forza maggiore redatta appositamente per la situazione emergenziale in corso (per un esempio pratico, si veda la nuova clausola della Camera di commercio internazionale precedentemente analizzata su questo blog).

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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