Vendita al dettaglio in Ue: nuovo regolamento sulla sicurezza dei prodotti

Le nuove regole per e-commerce e prodotti tecnologici

Luca Davini

Avvocato in Milano e Torino

Lo scorso novembre 2022 l’UE ha annunciato la riforma della Direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza generale dei prodotti immessi nel mercato comune.

Il futuro Regolamento si applicherà a tutti i prodotti per cui non esistono a livello europeo regole specifiche in tema di sicurezza, con particolare riguardo alla protezione dei consumatori nonché a tutte quelle categorie di prodotti le cui disposizioni di sicurezza, già esistenti, risultano ad oggi insufficienti.

L’esigenza principalmente perseguita dal Regolamento è infatti quella di attualizzare il quadro normativo preesistente alle nuove pratiche del commercio online per garantire un maggior grado di uniformità. Oltre a ciò, si pone l’obiettivo di preservare il proprio ruolo di rete di sicurezza per i consumatori e garantire parità di condizioni per le imprese.

In primis, il Regolamento amplia la definizione di “prodotto”, inteso come qualsiasi articolo – interconnesso o meno ad altri articoli – immesso nel mercato europeo ed esplicitamente destinato o comunque potenzialmente idoneo ad essere utilizzato dai consumatori.

Per quanto riguarda l’applicazione territoriale del Regolamento, questo si applica a tutti i prodotti immessi o messi a disposizione sul mercato, compresi tutti prodotti messi in vendita on line o tramite altri canali di vendita a distanza la cui offerta è diretta ai consumatori degli Stati membri dell’Unione europea.

Sono stati inoltre introdotti specifici obblighi per le piattaforme di e-commerce al fine di armonizzare la protezione dei consumatori che acquistano attraverso diversi canali di distribuzione compresi nel cosiddetto “online marketplace”, ossia l’insieme dei provider di servizi di intermediazione on line che forniscono ai consumatori accesso ai prodotti dei commercianti, consentendo la conclusione di contratti di compravendita a distanza.

provider sono innanzitutto tenuti ad individuare un univoco punto di contatto per la comunicazione diretta con le autorità di vigilanza del mercato degli Stati membri ed ogni altra autorità competente in relazione alle questioni di sicurezza dei prodotti, in particolare per la notificazione degli ordini di rimozione riguardanti le offerte di prodotti pericolosi.  

Per verificare che i prodotti offerti non siano stati identificati come prodotti pericolosi, le piattaforme dovranno ricorrere a qualsiasi database o interfaccia on line ufficiale, liberamente accessibile ai sistemi di lettura digitale, tra cui spicca il Safety Gate, il sistema di informazione rapido dell’Unione europea.

Inoltre, il Regolamento stabilisce che l’interfaccia on line debba essere facilmente fruibile e accessibile ai consumatori con specifico riferimento ai dati identificativi del fabbricante, alle informazioni del prodotto e sulla sicurezza.

La riforma è mirata anche a rinnovare la disciplina della sicurezza dei prodotti a fronte del progresso delle nuove tecnologie, rilevando tra i fattori da considerare per valutarne la sicurezza, l’inclusione delle caratteristiche di cybersicurezza e delle funzionalità evolutive, di apprendimento e predittive di un prodotto.

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, si prospetta la necessità di un coordinamento con il futuro Regolamento “AI Act”: una legislazione settoriale dell’Unione che, imponendo specifici requisiti di sicurezza per prodotti determinati, limiterà l’applicabilità del regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti agli aspetti, ai rischi e alle categorie di rischi non soggetti ai requisiti ivi previsti.

In attesa che venga varato il testo definitivo, può essere utile per commercianti e consumatori conoscere i principi ispiratori della riforma e le novità che saranno a breve introdotte.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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