Vendita internazionale e difetti della merce

La Corte di Cassazione italiana sui tempi di denuncia

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

La Corte di Cassazione (sent. 1605 del 26 gennaio 2021) è intervenuta in una controversia riguardante i termini per la denuncia di difetti di conformità della merce in un caso di vendita internazionale, chiarendo che – nei casi in cui trova applicazione la Convenzione sulla vendita internazionale di merci (Vienna, 1980, “CISG”) – si applica il termine di denuncia fissato dalla Convenzione e non i termini fissati dal diritto interno. 

Nel dettaglio, la controversia riguarda una società italiana produttrice di carta decorativa e una società acquirente tedesca. Quest’ultima non pagava la merce e la società italiana la citava in giudizio in Italia per ottenere la condanna al pagamento delle somme dovute. 

La società tedesca si opponeva a quanto richiesto, sostenendo di aver riscontrato dei vizi nella merce acquistata e chiedendo dunque in via riconvenzionale un risarcimento dei danni nei confronti della società italiana. 

In un simile caso, assume particolare rilievo la questione relativa alla legge applicabile in materia di tempestività della denuncia dei vizi da parte della società tedesca. 

In base alla Convenzione di Vienna – art. 39 – l’acquirente decade dal diritto di far valere un difetto di conformità se non lo denuncia al venditore entro un termine ragionevole dal momento in cui l’ha constatato (al più tardi, entro due anni dalla consegna). 

Viceversa, secondo il diritto italiano – art. 1495 c.c. – il compratore decade dal diritto alla garanzia se non denuncia i vizi entro otto giorni dalla scoperta. Inoltre, secondo il comma 3 dell’art. 1495, tale azione di denuncia si prescrive in un anno dalla consegna. Tuttavia, il compratore può sempre far valere la garanzia, purché il vizio sia stato denunciato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell’anno dalla consegna. 

In base alla legge applicabile si avrà quindi una diversa interpretazione del termine di denuncia dei vizi (più specifico secondo il diritto italiano, viceversa indeterminato e variabile in base ad un’analisi caso per caso secondo la disciplina CISG).  

Intervenuta in materia, la Corte di Cassazione si è espressa ricordando che la Convenzione di Vienna – in quanto convenzione di diritto materiale uniforme in vigore per l’Italia – trova applicazione, nelle situazioni che rientrano nella sua sfera di efficacia, in luogo delle norme interne. 

In altre parole, quando un contratto di compravendita è ricompreso nel campo di applicazione della Convenzione di Vienna, è quest’ultima che disciplina il rapporto, senza che occorra individuare la legge nazionale di competenza. 

Va comunque ricordato che, quando ricorrono tutti i presupposti per l’applicazione della Convenzione, le parti del contratto hanno comunque la facoltà di escluderne l’applicazione (in tutto o in parte) accordandosi in tal senso (art. 6 CISG). 

Nel caso di specie, secondo la Suprema Corte – non essendo presente un simile accordo e ricorrendo tutti i presupposti per l’applicazione della Convenzione – la stessa trova applicazione, con la conseguenza che, per quanto riguarda la denuncia di eventuali difetti della merce, si applicherà il concetto di “termine ragionevole”, il quale risulta flessibile e va determinato secondo un’analisi caso per caso, sebbene dall’analisi della giurisprudenza internazionale risulti  che di norma esso non eccede in media i 10 / 15 giorni. 

Da ricordare peraltro che le parti per evitare ogni incertezza possono, in deroga alla Convenzione, pattuire nel contratto di vendita il termine per la denuncia dei difetti che ritengono più appropriato.  

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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