Vendita internazionale e pagamento del prezzo: 5 aspetti critici cui prestare attenzione

Il principale obbligo a carico del compratore, così come stabilito dall’art. 53 della Convenzione di Vienna, consiste nel pagamento del prezzo.

Tuttavia, accanto a questo generico dovere vi sono una serie di norme che, in varia misura, estendono tale obbligo ad altre prestazioni accessorie ovvero ne disciplinano le modalità e i tempi di esecuzione, in assenza di specifiche pattuizioni sul punto.

In particolare, l’articolo 54 della Convenzione di Vienna riguarda le azioni preparatorie al pagamento del prezzo, specificate nel contratto o nelle normative vigenti, quali ad esempio, l’apertura di una lettera di credito, la costituzione di una cauzione per garantire il pagamento o l’ottenimento di un’autorizzazione amministrativa necessaria per il trasferimento dei fondi per poter effettuare il pagamento.

Si tratta di aspetti ai quali l’esportatore italiano deve prestare la massima attenzione per non incorrere in situazioni che potrebbero compromettere il buon esito dell’affare oppure la sua convenienza da un punto di vista economico.

Un altro aspetto critico consiste nell’individuazione della valuta da utilizzare per il pagamento: il più delle volte le parti indicano la valuta al momento di fissare il prezzo e, come diverse decisioni giudiziarie hanno confermato, tale accordo è vincolante per le parti.

Se invece il prezzo non è stipulato contrattualmente o non può essere individuato facendo riferimento agli usi commerciali o alle pratiche che le parti hanno stabilito tra loro, il metodo di fissazione del prezzo non è chiaro e in questi casi la Convenzione non ci aiuta.

Infatti, la CISG non prevede il diritto dell’acquirente di adempiere il proprio debito nella valuta del luogo di pagamento, né il diritto del venditore di chiedere il pagamento del prezzo nella valuta del luogo di pagamento, se il prezzo è stato contrattualmente specificato in una valuta diversa.

Un altro caso che frequentemente diventa oggetto di controversia nei rapporti tra esportatore italiano e partner estero riguarda l’imputazione del pagamento che si verifica quando un acquirente ha diversi debiti nei confronti del venditore e non indica il debito che intende liquidare al momento dell’effettuazione del pagamento.

La Convenzione di Vienna non prevede un sistema di imputazione per legge che possa essere applicato in assenza di qualsiasi indicazione dall’acquirente in merito alla cessione dei fondi pagati o a qualsiasi accordo delle parti.

Conseguentemente, non essendo presente alcun principio generale pertinente su cui si fonda la Convenzione, i giudici tendono ad applicare il diritto interno come stabilito dalle norme di diritto internazionale privato, ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 2.

L’articolo 57, paragrafo 1, definisce poi il luogo in cui deve essere effettuato il pagamento, stabilendo tre regole:
– in primo luogo, le parti possono avere contrattualmente specificato il luogo di pagamento;
– in secondo luogo, in assenza di una scelta esplicita o implicita, l’acquirente deve pagare il prezzo nel luogo in cui la consegna dei beni o dei documenti avviene;
– in terzo luogo, qualora le parti non abbiano concordato un luogo per il pagamento e non debba essere effettuato alcun pagamento contro la consegna dei beni o dei documenti, l’acquirente deve pagare il prezzo presso la sede del venditore.

Infine, con riferimento al tempo di pagamento, ferma la autonomia delle parti di stabilire il momento in cui sorge il dovere di pagare il prezzo delle merci, la Convenzione di Vienna all’articolo 58 prevede il principio della contestualità tra pagamento del prezzo e messa a disposizione dei beni, consentendo al venditore di non procedere alla consegna se non a fronte del pagamento del prezzo e al compratore di astenersi dal pagamento se non viene concessa la possibilità di esaminare le merci.

Avv. Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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