Vendita internazionale: i prodotti venduti all’estero devono rispettare le norme tecniche del paese di destinazione?


Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino


Con la sentenza n. C/10/630663 emessa dal Tribunale di Rotterdam lo scorso 15 febbraio 2023 è stato deciso un caso che è utile esaminare per quanto riguarda la conformità dei prodotti con riguardo alle norme tecniche applicabili ai prodotti nel paese del compratore.

Una società di trasporti greca acquistava un rimorchio da una società olandese. Il rimorchio era stato pubblicizzato sul sito web del venditore come dotato di tecnologia antibloccaggio (ABS); tuttavia, dopo la consegna, l’acquirente riscontrava che il rimorchio era privo di ABS.

Dato che la presenza di tale tecnologia era un prerequisito in Grecia per la circolazione di questo tipo di veicoli in tutto il paese, l’acquirente citava in giudizio il venditore per ottenere la risoluzione del contratto di vendita adducendo un inadempimento essenziale del contratto da parte del venditore secondo gli articoli 25 e 49 della Convenzione O.N.U sui contratti di vendita internazionale di merci (Vienna,1980).

Il Tribunale di Rotterdam stabiliva che il contratto tra le parti era disciplinato dalla CISG in quanto si trattava di un contratto di vendita avente per oggetto un bene mobile (rimorchio), contratto concluso tra parti contraenti stabilite in Stati aderenti alla Convenzione di Vienna, nella fattispecie Grecia e Paesi Bassi.

La Convenzione di Vienna era quindi applicabile alla controversia, salva diversa previsione contrattuale, assente nel caso in esame.

Il Tribunale riteneva che il venditore non avesse commesso alcun inadempimento essenziale del contratto, secondo i parametri di conformità in esso pattuiti e respingeva nel merito la domanda dell’acquirente.

La Corte statuiva infatti che ai sensi dell’articolo 49 1° cpv 1 della Convenzione di Vienna, la risoluzione del contratto era possibile solo in presenza di un inadempimento essenziale del contratto di vendita. Sul punto, l’articolo 25 (Inadempimento essenziale). della Convenzione di Vienna stabilisce che:

“una violazione del contratto commessa da una delle parti costituisce inadempimento essenziale quando cagiona all’altra parte un pregiudizio tale da privarla sostanzialmente di ciò che essa aveva diritto di attendersi dal contratto, a meno che la parte inadempiente non abbia previsto tale risultato, né l’avrebbe previsto una persona ragionevole del medesimo genere che si fosse trovata nella medesima situazione”.

Secondo la Convenzione di Vienna, il venditore non ha l’obbligo di conoscere i requisiti legali imposti dalle autorità del paese di destinazione dei prodotti in cui l’acquirente desidera commercializzare il prodotto. L’acquirente deve quindi portare a conoscenza del venditore l’esistenza di tali requisiti, risultando insufficiente a tal fine la semplice indicazione del paese in cui verrà utilizzato il prodotto.

Dato che nel caso in esame l’acquirente non aveva dimostrato di avere correttamente informato il venditore della necessità della presenza dell’ABS quale requisito richiesto ex lege in Grecia, il tribunale di Rotterdam respingeva la domanda di risoluzione del contratto di vendita dell’acquirente.

Su tale questione aggiungiamo sull’obbligo di rispettare nel norme tecniche del paese di destinazione dei prodotti prevede che la valutazione di conformità deve essere fatta alla luce degli standards vigenti nel paese del venditore e non dell’acquirente, salvo che:

i. il venditore sia ripetutamente tenuto a consegnare beni dello stesso tipo nel Paese dell’acquirente (es. contratto di distribuzione, fornitura, presenza di una filiale);

ii. il venditore conosca la disciplina applicabile nel Paese dell’acquirente;

iii.  la disciplina del Paese dell’acquirente e quella del venditore siano identiche. 

Per evitare conflitti e mantenere nel tempo la relazione con il fornitore o il cliente la regola aurea rimane quella di prevedere nel contratto i parametri di conformità pattuiti.

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Marcello

Buongiorno, non si tratta di mobbing ma appare piuttosto una violazione dell'esclusiva dell'agente.Occorre esaminare il contratto e individuare la legge applicabile per verificare il perimetro dell'esclusiva.Può scrivere direttamente al nostro indirizzo email [email protected]

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Felice

interessante, e se fosse la mandante tedesca a fare mobbing in svariate forme x ostacolare un agente esclusiva italiano settore industria ( acciaio)da 30anni. piazzandogli un distributore nel paese all improvviso.?

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Felice zanellini

interessante, e se fosse la mandante tedesca a fare mobbing in svariate forme x ostacolare un agente esclusiva italiano settore industria ( acciaio)da 30anni. piazzandogli un distributore nel paese all improvviso.?

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Mantelli Davini Avvocati Associati

Buongiorno, grazie per la sua richiesta. Non disponiamo di modelli generali di contratto. Tutti i contratti sono realizzati su misura caso per caso per la migliore tutela del cliente, dato che le situazioni giuridiche variano da caso a caso.

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Mario

Avete un facsimile di accordo tra Distributore/etichetta e Artista ? Se si, vorrei leggerlo. Grazie, saluti. Mario Comendulli [email protected]

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