Vendita internazionale in Russia: tips legali per #fare affariinsicurezza

Malgrado le diverse difficoltà operative di carattere burocratico – tuttora registrabili – e rischi di natura politica, l’Italia è il quinto fornitore della Russia, con un fatturato di 7,6 miliardi di euro (dati 2018). Tra i settori Made in Italy maggiormente apprezzati, figurano il meccanico, il chimico e il farmaceutico.

Inoltre, di particolare rilievo per le imprese italiane, è non solo la possibilità di esportare prodotti Made in Italy, ma anche lo sviluppo di attività per l’incentivo della produzione locale in Russia.

A seguito di una partnership sottoscritta nel 2019 da Cassa Depositi e Prestiti e Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), si è aperta la strada alle imprese italiane per la realizzazione di investimenti innovativi che favoriscano il Made in Russia e per la costituzione di joint-venture nei settori in cui mancano specifiche competenze locali russe.

Dal punto di vista legale e contrattuale, occorre tenere a mente quanto segue:

1.se, da un lato, la costituzione di un’impresa in Russia risulta pressoché immediata e senza particolari difficoltà, dall’altro lato persistono delle lacune nel sistema che rallentano molto l’esecuzione di attività commerciali (si consideri ad esempio la media di 92 ore richieste, tra controlli di frontiera e documentali, per esportare da Mosca un carico pari a 50 mila dollari di parti di autoveicoli e 55 ore per importare, contro mediamente 15 e 12 ore nei paesi OCSE) (fonte Doing Business);

2.la Russia ha aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di vendita internazionale di merci (Vienna, 1980). Per questa ragione, salvo che non ne venga espressamente esclusa l’applicazione, tale Convenzione si applicherà ai rapporti di compravendita tra imprese italiane e russe. Ne deriva che troveranno applicazione le disposizioni relative alla forma e conclusione del contratto, alle obbligazioni delle parti, alla responsabilità in caso di inadempimento, ai parametri di conformità della merce e i conseguenti tempi di denuncia di eventuali difetti;

3.la Russia ha poi aderito alla Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione di lodi arbitrali internazionali. Per tale motivo le imprese contraenti potranno valutare di ricorrere all’arbitrato come metodo di risoluzione delle controversie;

4.il sistema della giustizia in Russia risulta nel complesso efficiente: i tempi di giudizio sono di circa 340 giorni a Mosca e 330 a San Pietroburgo per lo svolgimento di un procedimento di merito di primo grado, inclusa la fase esecutiva (contro i circa 500 giorni in Europa e Asia centrale). I costi sono relativamente bassi (circa il 15% del valore del credito a Mosca e il 20% a San Pietroburgo). Di particolare interesse per le imprese, l’esistenza di un tribunale specializzato per le cause di natura commerciale sia a Mosca che a San Pietroburgo.

Marcello Mantelli

Avvocato in Milano e Torino

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