Vendita internazionale: Incoterms® valide per determinazione della giurisdizione

Luca Davini
Avvocato in Milano e Torino


Attraverso la pronuncia n. 11346 del 2 maggio 2023 le Sezioni Unite della Cassazione, allineandosi alla giurisprudenza europea, hanno affermato il principio secondo cui, in caso di vendita internazionale di merci, le clausole Incoterms® richiamate dalle parti possono essere sufficienti per individuare il luogo di consegna della merce anche ai fini della determinazione del Giudice competente.

Nel caso specifico la società italiana Alfa vendeva alla società francese Beta un ingente quantitativo di bottiglie d’acqua; il contratto si perfezionava mediante invio e accettazione dell’ordine. Alfa consegnava la merce così acquistata, tuttavia Beta ometteva di saldare il pagamento di alcune fatture. Alfa proponeva ricorso per decreto ingiuntivo innanzi al Tribunale di Brescia contro la debitrice e otteneva la condanna di Beta al pagamento del prezzo dovuto.

La società francese promuoveva tempestiva opposizione al decreto ingiuntivo, rilevando il difetto di giurisdizione del Giudice italiano in favore del Giudice francese, eccependo che ai sensi del Regolamento 1215/2012, il Tribunale di Brescia non sarebbe competente né come foro del convenuto, né come foro speciale della consegna, difettando specifica clausola contrattuale di scelta del foro.

Costituitasi in giudizio, Alfa contestava l’eccezione di difetto di giurisdizione: il giudice italiano sarebbe infatti competente in quanto foro del luogo di adempimento dell’obbligazione di consegna in virtù della clausola Incoterms® “ex works” richiamata dalle parti. Tale clausola individuava in Italia il luogo di consegna, presso la sede della venditrice; pertanto, Alfa ribadiva la competenza del giudice italiano a dirimere il presente caso.

Nonostante ciò, il Tribunale, ritenendo fondata l’eccezione del difetto di giurisdizione promossa da Beta, revocava il decreto ingiuntivo precedentemente concesso.

Alfa proponeva allora impugnazione innanzi alla Corte d’Appello di Brescia, che, tuttavia, rigettava il ricorso.

Alfa ricorreva pertanto per Cassazione lamentando nuovamente la violazione e la falsa applicazione dell’art. 7, par. 1, lett. b), primo trattino, del Reg. 1215/2012 che individua quale giudice competente il giudice del territorio in cui le merci sono state o avrebbero dovuto essere consegnate. Sul punto Alfa ribadiva che le clausole Incoterms®, ove richiamate in un contratto di compravendita internazionale, assumerebbero valore di clausola contrattuale idonea ad identificare il luogo di consegna delle merci anche ai fini dell’identificazione del Giudice competente, come sostenuto dalla Corte di Giustizia nella sentenzaElectrosteel del 9 giugno 2011.

Nel caso in esame sia nelle fatture emesse dalla società Alfa, sia negli ordini provenienti dalla società Beta compariva testualmente la dicitura “EXW Italy”.

La Corte di Cassazione, conformandosi all’interpretazione della Corte di Giustizia nel caso Electrosteel, ha pertanto accolto il ricorso di Alfa ed ha attribuito efficacia vincolante al richiamo agli Incoterms®. Nel caso di specie, il luogo della consegna delle bottiglie d’acqua deve considerarsi sito in Italia. Di conseguenza deve essere affermata la giurisdizione del Giudice italiano ai sensi dell’art. 7 n. 1, lett. b), primo trattino, del Reg. Bruxelles I-bis.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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