Vendita internazionale: limiti al risarcimento del danno da inadempimento

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Luca Davini

Avvocato in Torino e Milano



In passato su questo blog ci siamo già occupati della disciplina della Convenzione di Vienna sulla vendita internazionale, nello specifico con riferimento al suo campo di applicazione,  forma e modalità di conclusione del contratto, principali clausole, parametri di conformità dei difetti e hardship nella vendita internazionale.

Oggi trattiamo l’essenziale tema della responsabilità per inadempimento e relativi limiti al risarcimento posti dalla Convenzione di Vienna.

In tal senso l’art. 74 della Convezione di Vienna prevede che “in caso di inadempimento di una parte, l’altra parte ha diritto al risarcimento del danno consistente in una somma pari alla perdita subita a causa di tale inadempimento, incluso il mancato guadagno”.

Sebbene la Convenzione preveda come principio generale il diritto al risarcimento a favore della parte non inadempiente, vi sono tuttavia specifiche disposizioni all’interno di essa che introducono alcuni limiti che operano in sede di quantificazione del danno risarcibile:

i. Limite del danno prevedibile: secondo l’art. 74, infatti, il risarcimento da corrispondere alla parte non inadempiente non può comunque superare il danno che questa prevedeva o avrebbe potuto prevedere al momento della conclusione del contratto. Tale valutazione – da condursi a posteriori – deve essere svolta considerando gli elementi conosciuti o conoscibili dalla parte non inadempiente al momento della conclusione del contratto, da cui avrebbero potuto ragionevolmente desumersi le conseguenze dell’inadempimento.

ii. Dovere della parte non inadempiente di mitigare il danno: previsto dall’articolo 77, questo limite impone una vera e propria regola di condotta alla parte non inadempiente, ossia quella di attenuare – nei limiti del possibile – gli effetti della perdita causata dall’altrui inadempimento. Se tale regola non è rispettata, la parte inadempiente potrà richiedere ed ottenere una riduzione del danno da liquidare nella misura in cui questo avrebbe potuto essere attenuato.

iii. Limite dato dagli atti o omissioni dell’altra parte: l‘articolo 80 prevedendo che “Una parte non può avvalersi di un’inadempienza dell’altra parte nella misura in cui tale inadempienza è dovuta ad un atto o omissione da parte sua” introduce a sua volta un ulteriore limite alla risarcibilità del danno nel caso in qui questo sia dovuto, in tutto – con contestuale esclusione della responsabilità della parte inadempiente – o in parte – con relativa limitazione del danno risarcibile – a un’azione o un’omissione della parte non inadempiente.

iv. Limite della forza maggiore: previsto dall’articolo 79, questo limite individua la forza maggiore quale causa di esenzione di responsabilità della parte inadempiente. Di conseguenza quest’ultima non sarà tenuta a risarcire il danno nel caso in cui riesca a dimostrare che l’inadempimento si sia verificato a causa di un impedimento di natura oggettiva, imprevedibile al momento della conclusione del contratto e al di fuori del controllo delle parti.

La conoscenza della disciplina così descritta appare di primaria importanza per i contraenti, affinché possano valutare se inserire o meno delle clausole contrattuali ad hoc in deroga alla disciplina legale così riportata.

In tal caso si rammenta di prestare particolare attenzione alla legge applicabile al contratto, per assicurarsi che eventuali clausole introdotte a modifica della disciplina della limitazione del risarcimento non risultino – inconsapevolmente –  affette da invalidità sostanziale così da risultare del tutto inefficaci.

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Marcello

Buonasera, grazie per la sua richiesta. Per richiedere una consulenza deve inviare un'email con il suo quesito, allegando il contratto e ogni altro documento rilevante (ad esempio scambio di email) a [email protected] forniremo un preventivo una volta ottenuto il suo consenso al trattamento dei dati personali al fine dell'evasione della richiesta. cordiali saluti La segreteria

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Matteo

Salve, Ho depositato una SECONDA versione di un mio brano, insieme ad un'altra persona, che (nel deposito stesso, da parte mia su Soundreef, da parte sua su Siae) figura come arrangiatore. Io, sempre come autore e compositore. Nei rispettivi depositi le percentuali su DEM e DRM sono così suddivise: 60% io 40% lui. La persona che doveva figurare come arrangiatore, mi ha girato il "contratto di distribuzione" della MgM (in cui invece, inaspettatamente, figura come etichetta discografica). Fino a dove arrivo a capire in ambito legale, leggendo il contratto ci sono diverse cose che, a mio avviso, non tornano. Volevo sapere come fare per richiedere una consulenza da parte vostra. Grazie in anticipo. Matteo.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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