Vendita on-line: reato di truffa per mancata consegna

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

Con sentenza n. 142 del 9 maggio 2022, in materia di vendita di merce online pubblicizzata su siti internet, il Tribunale di Ferrara ha affermato che la mancata consegna della merce pattuita, in assenza di restituzione del prezzo già corrisposto dal compratore, integra gli estremi del reato di truffa.

La vicenda trae origine dalla pubblicazione di un annuncio di vendita di un drone su un sito internet da parte di un venditore che si presentava al pubblico con la propria reale identità.

Contattato da un compratore, a seguito di verifiche sulla sua identità e sullo stato della merce, compratore e venditore si accordavano sul prezzo, sulle modalità di pagamento e sulla consegna del bene.

A seguito del pagamento avvenuto, tuttavia, il compratore, constatando il mancato arrivo di quanto acquistato, provava a contattare il venditore, senza ricevere alcuna risposta.

Il compratore si è dunque rivolto all’autorità giudiziaria e il caso è stato deciso dal Tribunale di Ferrara che, accertata la riconducibilità del fatto all’imputato, lo condannava per truffa ai danni del compratore, ritenendo che le condotte attuate dal venditore integrassero gli artifici o raggiri richiesti per la sussistenza del reato di truffa.

Sulla scia delle indicazioni recentemente espresse dalla Corte di Cassazione, (Cass. 30 marzo 2022, n. 23323), in tema di vendita di prodotti on line, il Tribunale ha infatti individuato nella pubblicazione dell’annuncio on line, nei contatti tra venditore e acquirente, nella pattuizione del prezzo, negli accordi relativi alla modalità della (mancata) consegna del bene gli “artifici e raggiri” richiesti dall’art. 640 c.p. ai fini dell’accertamento del reato di truffa.

Secondo il Tribunale di Ferrara, tali condotte, “pur in assenza di altra e ulteriore messa in scena”, integrerebbero gli elementi di un raggiro “in quanto destinati a creare un falso convincimento sulla psiche della persona offesa e ad indurla in errore”.

Tali condotte, infatti, pur apparentemente corrette, avrebbero rivelato la propria natura artificiosa laddove sorrette, sin dall’inizio, non da una reale volontà di procedere ad una compravendita, bensì dal solo intento di incamerare il prezzo.

La peculiarità del caso sussiste proprio nella valutazione che la medesima condotta integrerebbe in un contesto di vendita ‘in presenza’, ipotesi in cui la mancata consegna della merce sarebbe penalmente irrilevante.

Rileva dunque la differenza fondamentale tra la vendita on line e la vendita in presenza: nella vendita on line l’acquirente, in posizione di svantaggio, deve necessariamente fare affidamento sulla serietà delle condotte e sull’affidabilità del venditore, con la conseguenza che il dolo del venditore determina la natura di artificio o raggiro delle condotte perpetuate per ingannarlo.

Proprio tale finalità ingannatoria è stata posta dalla giurisprudenza come parametro che permette di distingue il reato di truffa dal mero illecito civile.

Pertanto, in caso di vendita online, quando l’inadempimento contrattuale sia l’effetto di un precostituito proposito fraudolento sussisterebbe l’ipotesi delittuosa della truffa.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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