Vendite all’estero di Moda italiana: positivo il bilancio 2019.

Nonostante le incertezze globali il tessile-moda si conferma uno dei settori traino per l’economia italiana.

Non solo sarà uno dei pochi settori a chiudere il 2019 con segno positivo, ma addirittura sono state riviste verso l’alto le previsioni formulate 3 mesi fa alla Fashion Week donna di Milano: +0,1% per il tessile-moda, +0,3% se si comprendono gli accessori (gioielli, bigiotteria, cosmesi e occhiali).

In valore totale si arriva a 67 miliardi per il tessile-moda e a quasi 90 miliardi se si considera il perimetro allargato.

La distribuzione internazionale si conferma la chiave del successo: per il tessile-moda le vendite internazionali segnano una crescita del 5% per 54,3 miliardi di valore; se invece allarghiamo l’analisi all’intero settore tessile-moda-accessori la crescita dell’export registra un +4,2% per un valore di 70 miliardi.

Come riportato dal Sole24 Ore, da Est a Ovest sono tutti positivi i numeri dei principali mercati di sbocco della moda italiana: +10,8% Giappone, +15,7% Corea, +7,8% Stati Uniti, + 6,8% Regno Unito, + 5,5% Francia e +5,2% Cina.

Ulteriori dati confortanti si registrano nei flussi crescenti verso la Svizzera, il resto d’Europa e l’Asia.

Le vendite all’estero del settore moda sono tipicamente realizzate dai produttori italiani tramite varie tipologie contrattuali che vanno dai contratti di compravendita stipulati direttamente con i punti vendita esteri, con o senza l’intermediazione di agenti di commercio, ai contratti di distribuzione con concessionari di vendita all’ingrosso che a loro volta rivendono ai negozi del territorio contrattuale, tramite e-commerce o con altre modalità contrattuali.

Qualunque sia la modalità contrattuale prescelta, alla luce del piano marketing aziendale, occorrerà porre la massima attenzione sul contenuto del contratto con il partner commerciale e alla legge applicabile alla relazione commerciale in modo che l’operazione commerciale dell’esportatore sia fedelmente riprodotta nell’accordo tra le parti. Il contratto non è infatti mera “burocrazia” ma uno strumento di lavoro efficace che consente tra l’altro di #fareaffariinsicurezza.

Avv. Marcello Mantelli
Avv. Massimiliano Gardellin

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