Vendite B2C e conformità dei beni di consumo: le nuove modifiche al Codice del Consumo in attuazione della Direttiva UE 2019/771

Marcello Mantelli
Avvocato in Milano e Torino

Con D.lgs. 170/2021 del 25 novembre 2021 – attuativo della Direttiva Ue n. 771/2019 – vengono introdotte all’interno del Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) importanti modifiche in materia di conformità dei beni di consumo.

A partire dal 1° gennaio 2022, la nuova disciplina troverà applicazione per quanto riguarda i contratti di vendita (online e offline) tra venditore e consumatore (c.d. B2C), così come i contratti finalizzati alla fornitura di beni da fabbricare o produrre, e ancora i contratti di fornitura di contenuti o di servizi digitali.

Lo scopo delle modifiche è quello di creare uniformità nella disciplina in materia di diritto dei consumatori e conformità dei beni a livello UE con conseguenti riflessi in tutti i Paesi membri. Tale scopo viene inoltre perseguito ponendo particolare attenzione anche allo sviluppo tecnologico e al consistente incremento delle vendite online e del commercio elettronico

La rapida evoluzione tecnologica e il massiccio incremento di strumenti quali e-commercemarketplacesdropshipping etc. ha richiesto un aggiornamento della normativa europea in materia di vendite B2C per consentire, da un lato, lo sfruttamento da parte delle imprese europee delle enormi possibilità derivanti dall’e-commerce e, dall’altro, di mantenere il parametro dell’elevata protezione dei consumatori europei previsto dai Trattati europei.

Tra le principali novità del D.lgs. 170/2021, si segnalano:

1- l’eliminazione dell’obbligo del consumatore di denunciare i vizi, a pena di decadenza, entro due mesi dalla scoperta. Inoltre, la presunzione di esistenza dei vizi al momento della consegna – originariamente della durata di sei mesi – viene ora estesa a un anno;

2- i requisiti di conformità dei beni oggetto di vendita che devono essere rispettati dal venditore vengono distinti in due categorie, soggettivi e oggettivi e, per aversi un prodotto conforme, devono essere soddisfatti entrambi;

3- per la vendita/fornitura di beni con elementi digitali (es. software, etc.), il venditore deve garantire che al consumatore siano forniti gli aggiornamenti necessari per assicurare la conformità di tali beni per un determinato periodo di tempo;

4- in caso di difetto di conformità – in linea con la disciplina previgente in materia – il consumatore ha diritto alla riparazione o alla sostituzione del bene. Tuttavia, per la riduzione del prezzo e la risoluzione del contratto di vendita, le nuove modifiche prevedono casi specifici in cui tali rimedi possono essere azionati dal consumatore. Inoltre, il consumatore potrà rifiutarsi di eseguire il pagamento dell’intero prezzo o di una sua parte fino a quando il venditore non avrà posto rimedio al difetto di conformità.

A partire dal 1° gennaio 2022, le modifiche così apportate al Codice del Consumo avranno natura imperativa, rendendo quindi obbligatorio per le imprese – entro tale data – un adeguamento della disciplina e dei testi contrattuali sulla base delle nuove disposizioni in materia.

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Marcello

Temo che lei non abbia inquadrato correttamente la questione dal punto di vista giuridico.Saremo lieti di fornirle un preventivo per erogare una consulenza alla luce dell'esame del contratto, della corrispondenza intercorsa e della legge applicabile.Nel caso intenda richiedere un preventivo può scrivere a [email protected] esponendo i suoi quesiti. cordiali saluti

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gabriele

per quanto riguarda i 3 months notice ricevuta (avevo chiesto 6 mesi di preavviso, essendo agente esclusivo per l'Italia da 18 anni)mi e' stata negata, nonostante anche l'Inghilterra abbia sottofirmato gli accordi Europei, mi hanno risposto che fa fede la corte inglese che prevede comunque non piu' di 3 mesi. Mi vedo costretto ad accettare, non potendo chiaramente accollarmi delle spese di un legale che operi in Inghilterra. Ma quello che desidero essere certo,e' che con la data della notifica di disdetta inviatami, sia certo che io sono loro agente x i tre mesi rimanenti e la mandante non puo'personalmente o con un nuovo agente operare sul territorio Italiano prima dello scadere dei 3 mesi. Ad esempio ,contattare i miei clienti e programmare una campagna vendite.

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Marcello

La risposta precedente era generica e a titolo di cortesia. Come potrà comprendere non possiamo fornire una consulenza senza aver studiato il caso.

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gabriele

Quindi, se io non accetto una dilazione dell'indennita' dovuta ed accettata , la legge inglese prevede che la mandante mi debba liquidare in un'unica soluzione?

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Marcello

Buongiorno, in linea di principio il pagamento dell'indennità, se legalmente dovuta, dovrebbe essere effettuato in un' unica soluzione ma le parti possono concordare diversamente. cordiali saluti Marcello Mantelli

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